Canada, Corte Suprema revoca leggi anti-prostituzione: sì a case chiuse

prostituzione1News York, 20 dicembre 2013 – La Corte Suprema del Canada ha revocato all’unanimità le leggi anti-prostituzione, con una decisione che entrerà in vigore tra un anno lasciando così tempo al Parlamento per elaborare nuove normative. La prostituzione non è illegale in Canada ma alcune attività correlate lo erano. Almeno fino alla decisione di oggi. I nove giudici della Corte hanno cancellato in particolare tre leggi: quella sul divieto di gestire case chiuse, quella che punisce lo sfruttamento e quella sull’adescamento nelle strade. La decisione è stata unanime e ben accolta perché queste leggi, entrate in vigore 34 anni fa, minavano il diritto “alla vita, libertà e sicurezza” della persona. La Corte d’Appello di Ontario aveva già precedentemente abolito il divieto di gestire le case chiuse con la motivazione che esponeva le donne a un maggior pericolo. Ma il governo Federale aveva bloccato l’iter legislativo. Durante l’estate centinaia di “sex workers” erano scese per le strade di Montreal in segno di protesta.

Secondo il giudice Beverley McLachlin molte donne “non hanno altra scelta, ed è un dovere pensare a non aumentare i rischi di un’attività non illegale”, come non lo è in Canada. Il problema era diventato particolarmente sentito dopo l’arresto e il processo al serial killer Robert Pickton, che uccideva prostitute. “Una legge che vieta le case chiuse impedendo alle donne di lavorare in posti più sicuri mentre un serial killer gira per le strade, è una legge che ha perso la sua ragione di essere”, ha spiegato il giudice McLachlin. Le case chiuse sono legali anche Olanda, Germania e Svizzera.

Fonte Repubblica