La polizia non va a pranzo dai carabinieri

polizia carabinieriSpending review, gli agenti dovrebbero consumare i pasti alla mensa dell’Arma ma l’orario non va bene

Belluno, 20 dicembre 2013 – La spending review inizia a farsi sentire anche nelle piccole cose e questa volta a finire al centro della mannaia finanziaria dello Stato è il servizio di ristorazione degli agenti del commissariato di Cortina. Da tempo la mensa all’interno della struttura di largo Poste non è più funzionante, e si è optato per un appalto annuale con un ristorante. Ma nell’imminenza della scadenza dell’attuale contratto di appalto e dovendo rispondere a criteri di economicità e razionalizzazione, si è posto il problema se continuare su questa strada o intraprenderne un’altra. Ed è qui che entra in scena la mensa dei militari dell’Arma. A quanto si sa, infatti, nell’ottica dei risparmi, la prefettura di Belluno avrebbe suggerito la possibilità di usufruire della mensa presente all’interno della caserma dei carabinieri. Una buona idea se non fosse che, a quanto pare, per motivi tecnici gli orari non sarebbero ottimali. Gli agenti di polizia, ad oggi, vivono già alcuni disagi dovendo lavorare a Cortina ma dormire a San Vito. Il problema sarebbe negli orari di apertura della mensa che male si sposerebbero con quelli dei turni di attività del commissariato. La mensa dei carabinieri, quindi, non avrebbe quella flessibilità di apertura necessaria per il lavoro degli agenti di polizia. La questione, abbastanza spinosa, ora è in mano alla prefettura di Belluno, come organo amministrativo, e al questore. Ci sarebbero stati già diversi incontri tra i due enti per cercare un accordo. E non manca chi vede in questa vicenda gli effetti deleteria di tagli che ricadranno ancora una volta sulla pelle dei lavoratori, dei poliziotti in questo caso, già alle prese con un personale ridotto e con un’età media abbastanza elevata, visto il lavoro usurante, e con risorse carenti e mezzi datati. La trattativa da quanto si sa è ancora aperta e sarebbe entrata anche in un momento abbastanza delicato. Infatti, il 31 dicembre è praticamente alle porte e la decisione deve essere presa in tempi più che rapidi per evitare che gli agenti del commissariato si trovino a gennaio senza un posto dove andare a consumare i pasti. La speranza per tutti è che questa vicenda si concluda prima della fine dell’anno per poi partire con un avviso rivolto ad alcuni esercizi di ristorazione cortinesi e tra questi decidere, in base al prezzo presentato, l’offerta migliore e l’orario più flessibile.

Fonte: Corriere delle Alpi