Senzatetto morto in strada, ”rifiutò un posto in dormitorio”

CLOCHARDBologna, 20 dicembre 2013 – Il senzatetto ucraino di 46 anni trovato morto 2 giorni fa in via Barozzi a Bologna, su di un marciapiede non distante dalla stazione ferroviaria, “anche la sera prima del decesso aveva rifiutato la proposta dell’unità mobile di Piazza Grande” di ripararsi in una struttura di accoglienza. Lo ha detto l’assessore al Welfare del Comune di Bologna Amelia Frascaroli, rispondendo oggi in aula ad una domanda del Movimento 5 Stelle.

“I nostri servizi che operano in strada una volta individuata una persona che necessita di assistenza non possono obbligarla ad entrare in un dormitorio” ha precisato l’assessore, rimarcando che comunque “viene data loro assistenza temporanea fornendogli alcuni generi di necessità”. Il clochard deceduto, ha aggiunto l’assessore, “era conosciuto dai servizi di prossimità da molto tempo e dalle associazioni di volontariato”.

In particolare, la notte del 14, ovvero 4 giorni prima di morire, “era stato segnalato dall’associazione Papa Giovanni XXIII che l’ha incontrato appunto in via Barozzi e in quell’occasione, dietro richiesta dello stesso, gli ha fornito coperte per meglio ripararsi”. “Tuttavia non si è mai presentato ai servizi invianti per il Piano Freddo” ha continuato Frascaroli, spiegando che “risulta aver accettato soltanto l’inserimento in dormitorio nel 2012″. Insomma, ha ribadito l’esponente di giunta,”ha sempre rifiutato una collocazione nelle strutture di accoglienza a bassa soglia”.

Fallito anche l’inserimento, avvenuto lo scorso aprile, nella parrocchia di Lippo di Calderara, dalla quale si era allontanato volontarimente anche a causa di problemi connessi all’alcolismo.

Più in generale, ha ricordato Frascaroli, “le strutture comunali dedicate al Piano Freddo hanno ancora 45 posti-letto a disposizione e inoltre vi è sempre una quota di turnover, in quanto non appena una persona lascia il posto letto questo viene subito riassegnato”.

Lo scorso anno, a fronte di una disponibilità strutturale di 241 posti letto, alla fine del Piano freddo sono passate più di 600 persone. “L’Amministrazione – ha concluso Frascaroli – tramite i servizi di prossimità e le associazioni di volontariato è a conoscenza della presenza di persone in strada e presso la Stazione Centrale; si tratta in molti casi di persone a cui è stato proposto il posto letto in dormitorio ma questo viene rifiutato”. (Adnkronos)