Siciliano condannato a morte negli Usa, il Sindaco chiede la grazia

anthony farinaMessina, 20 dicembre 2013 – Per salvare il siculo-americano Anthony Farina dalla pena di morte scende in campo il primo cittadino di Santo Stefano di Camastra, Francesco Re che invia l’appello agli Stati Uniti. «Salviamo Anthony Farina, recluso da 20 anni nel braccio della morte in un carcere della Florida, condannato alla pena capitale senza che, in realtà, abbia avuto volontà o ucciso qualcuno» ha detto il sindaco del paesino di cui sono originari i genitori del condannato a morte. Re sarebbe anche pronto a ospitare in città Anthony e il fratello Jeffrey per reinserirli nella comunità. «Siamo convinti, con il parroco della città e la comunità, che questa sia la strada giusta per salvare la vita del ragazzo siculo-americano – spiega – figlio di genitori originari di Santo Stefano di Camastra».
IL FATTO – E mentre Re afferma che numerosi concittadini sono disposti ad accogliere il giovane Anthony ed offrirgli l’opportunità di una seconda chance: «del resto, si tratta di un ragazzo che potrebbe morire per l’errore più grande della sua vita commesso a soli 18 anni». Venti anni fa i due fratelli, complici in una rapina in un fast-food di Daytona Beach, furono condannati alla pena di morte per l’uccisione di un dipendente del locale. A Jeffrey, che ha effettivamente sparato, la pena è stata commutata in ergastolo e poi diminuita a 25 anni per aver compiuto il reato quando era minorenne. «Anthony Farina ha solo preso parte a un fatto di sangue – conclude il primo cittadino di Santo Stefano – che lui non abbia commesso l’omicidio è una verità sacrosanta. La sua pena non può essere commutata perchè all’epoca aveva già 18 anni». L’appello si unisce alla richiesta di grazia presentata da Amnesty International, l’associazione Nessuno Tocchi Caino, la Comunità di Sant’Egidio, l’associazione britannica Reprieve e la Northwestern University dell’Illinois.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno