Bimba di 7 anni contesa tra genitori, “un nuovo caso Leonardo”

Foto: Leonardo, 10 anni, fu portato via a forza da scuola
Foto: Leonardo, 10 anni, fu portato via a forza da scuola

Roma, 21 dicembre 2013 – Due genitori separati, una bimba di 7 anni, un provvedimento di affidamento in via esclusiva al padre eseguibile, “se necessario, con l’ausilio della forza pubblica. Ci sono tutti gli elementi perche’ presto si ripeta un caso come quello di Leonardo”, il ragazzino di 10 anni di Cittadella conteso dai genitori e protagonista del video choc in cui veniva prelevato a forza all’uscita di scuola. A denunciarlo e’ l’avvocato Maria Carsana, presidente dell’Associazione per la tutela del minore, che parla di “caso assurdo”, complicato dal fatto che il papa’ e’ indagato per abusi sessuali sulla figlia (il gip deve ancora pronunciarsi in merito) ed e’ stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia. Teatro della vicenda, Brindisi. “La piccola – racconta Maria Carsana – vive dalla nascita con la madre e non ha praticamente piu’ rapporti con il padre da quando, tre anni fa, i genitori si sono separati: la verita’ e’ che ne ha paura, che quando lo vede corre a nascondersi e che il rischio che possa ripetersi una scena come quella di Leonardo e’ concreto. L’uomo si e’ gia’ presentato una prima volta a scuola della bambina facendo vedere al preside il provvedimento del tribunale e i carabinieri qualche giorno fa hanno fatto un primo ‘accesso’ nell’appartamento in cui vive con la mamma. Non sappiamo davvero come potrebbe reagire la piccola laddove venisse ‘strappata’ alla madre”. Per il presidente dell’Associazione per la tutela del minore, che da giugno difende la donna, la decisione del tribunale ordinario civile di Brindisi si basa in larga parte “su una consulenza tecnica priva di validita’ scientifica, “purtroppo non eccepita nella prima udienza successiva deposito”, in cui tra l’altro “si ipotizza una surreale, vista l’eta’, ‘inversione di ruoli tra mamma e figlia’”. Tra l’altro, sempre secondo Carsana, il padre “non abita in una casa adatta e non ha ad aiutarlo una vera rete familiare, potendo contare solo sulla nuova convivente e su una madre molto anziana e malata”. (AGI)