”Vi sbatto su Youtube”: a processo per le minacce

pronto soccorso1Fece irruzione nel pronto soccorso mentre i medici tentavano di rianimare un ragazzo in fin di vita: contestata l’ interruzione di pubblico servizio

Ferrara, 30 dicembre 2013 – «Armata» di telefonino, rabbia ed esasperazione fece irruzione nella stanza del pronto soccorso a Cona, nel luglio scorso, minacciando di filmare e mettere su You Tube quello che riteneva un disservizio, un ritardo. Invece, i medici in quel momento stavano tentando di salvare la vita di un ragazzo di 25 anni, Denis Magni, arrivato al Pronto Soccorso di Cona in fin di vita, quasi morto come lo era già l’altro giovane Giacomo Querzola, in un incidente stradale. Il «trauma team» (medici e infermieri altamente specializzati per salvare vite e fare l’impossibile) concentrato nel rianimare il giovane, fu interrotto di fatto da quella donna, che al blitz fisico aggiunse parole ruvide, antipatiche, gratuite, non necessarie: «Basta con questo servizio lento, io vi sbatto tutti su You Tube in modo che tutti vedano cosa succede al Pronto Soccorso di Cona». Questa minaccia è stata la prima volta che i medici l’hanno sentita pronunciare. Forse sarà l’ultima. Perchè ora parole e irruzione sono diventate un processo.
Il prossimo 21 gennaio davanti al giudice Monica Bighetti sfileranno tutti i protagonisti di questo fatto. La donna che era «armata » di telefonino e minacce, dovrà presentarsi davanti al giudice che valuterà se abbia o meno innescato una «interruzione di pubblico servizio». Il giudice ha voluto d’ufficio questo «processo» (anche se dal punto di vista tecnico non lo è ancora), e comunque primo atto giudiziario per far luce sul caso. L’inchiesta venne aperta subito dopo i fatti di quel luglio, attivata da un ispettore del Posto di polizia e dalla stessa direzione Sant’Anna che ha voluto «mandare un segnale» (come spiegavano allora) agli utenti e ai sanitari-dipendenti: l’inchiesta si è conclusa presto, ma di fatto il giudice l’ha riaperta. La procura (pm Ombretta Volta) ha valutato infatti che non vi fossero elementi di rilievo penale e aveva chiesto l’archiviazione del reato di «interruzione di pubblico servizio». Il giudice Bighetti invece, leggendo le poche carte a disposizione, ha valutato che l’archiviazione non poteva essere accolta ed ha fissato d’ufficio l’udienza di «opposizione» al 21 gennaio prossimo in cui si discuterà il caso. E’ la prima volta che accade che un utente (la donna è la convivente di un paziente, non grave, in attesa) venga processato per «interruzione di pubblico servizio».
Il giudice ascolterà le ragioni della procura, della donna indagata, delle parti lese (infermieri, medici e direzione S.Anna) e poi decidere: potrebbe anche d’ufficio chiedere il processo, oppure accogliere l’archiviazione come proposto dalla procura.
Comunque vada a finire, questo atto giudiziario diventerà un precedente, un modo per aiutare i medici a lavorare e gli utenti del Pronto Soccorso ad aspettare: «armati» solo di pazienza e buon senso.

Daniele Predieri
Fonte: La Nuova Ferrara