Carceri: mega rissa a Viterbo, striscioni a Firenze

carceriRoma, 1 gennaio 2014 – Una mega rissa tra detenuti e numerosi feriti nel carcere di Viterbo, protesta dei radicali a Firenze per chiedere al Parlamento l’approvazione dei provvedimenti di amnistia e indulto e un appello dell’arcivescovo della citta’ toscana Giuseppe Betori perche’ “troppe promesse sono purtroppo annegate nel nulla”. Il pianeta carceri e’ sempre sotto i riflettori. “Abbiamo in piu’ occasioni detto che le gravi condizioni di vivibilita’ delle carceri italiane incidono negativamente principalmente sulle condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari che vi lavorano in prima linea. Ma poco o nulla – osserva il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece, commentando i disordini di Viterbo – e’ cambiato, anche in sede parlamentare. E i risultati di questa diffusa indifferenza sono questi”. Secondo Capece “troppi se ne fregano del carcere e dei suoi problemi. La politica e i vertici dell’Amministrazione Penitenziaria”. “Ogni tanto si varano provvedimenti che impropriamente si definiscono svuota-carceri ma la realta’ e’ – afferma – che la situazione di affollamento dei penitenziari e’ sempre drammaticamente grave, a tutto danno del lavoro dei poliziotti penitenziari”. Lo confermano, dice, i dati: “il 31 dicembre 2009 i detenuti erano 64.791 e, nonostante tre leggi presunte ‘svuota-carceri’ Alfano-Severino-Cancellieri i detenuti sono 64.047, lo scorso 30 novembre 2013”. Intanto, a Firenze, i radicali dell’associazione “Andrea Tamburi” hanno manifestato oggi al piazzale Michelangelo per chiedere al Parlamento l’approvazione dei provvedimenti di amnistia e indulto, ”unici – si legge in una nota – in grado di ristabilire la legalita’ costituzionale ed europea, cosi’ come auspicato dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere e ancora ieri nel messaggio di Capodanno”. E Betori, leggendo stasera, durante la messa per la solennita’ di Maria Santissima, una lettera ricevuta da un gruppo di detenuti del carcere fiorentino di Sollicciano, ha rilanciato il loro appello contro la condizione carceraria: “Possa la mia voce” ha detto l’arcivescovo far risuonare quelle parole “con maggior forza nella coscienza di quanti possono e debbono provvedere. Troppe promesse sono purtroppo annegate nel nulla. Non questa volta, per favore”. (ANSA).