Francesco, campione a 96 anni: “Non salto mai un allenamento”

francesco giannettaL’aronese da record: “Sono innamorato del nuoto e di mia moglie Rosa”

Novara, 1 gennaio 2014 – Francesco Giannetta più che un recordman si è sempre definito un uomo innamorato della moglie Rosa e del nuoto. Uno sport che gli ha regalato tante soddisfazioni, notorietà e 144 medaglie, tutte conquistate in un’età in cui molti si accontentano della passeggiatina quotidiana. Oggi ha 96 anni compiuti ed entra in vasca, nel centro sportivo Arona Active, almeno due volte a settimana: «Se salto un allenamento non mi sento a posto» confida.
E’ reduce da una competizione nazionale, a Livorno, e anche se nella categoria Master 90 non ha rivali, l’impegno è massimo: «Sono riuscito a migliorare il mio record personale nei 50 metri stile libero. Attualmente sono il più forte al mondo nella rana e nello stile». E non ha intenzione di smettere: «La salute che Dio mi ha dato è sicuramente un dono. Continuando a nuotare dimostro come si possa metterlo a frutto. E’ il mio insegnamento ai giovani: è importante impegnarsi in qualcosa, fare sacrifici e fatica». L’ha ripetuto anche a Federica Pellegrini, la regina del nuoto italiano, con cui si è fatto fotografare a bordo vasca, e un altro campione italiano, Domenico Fioravanti, ha scritto la prefazione al libro «Un campione è per sempre» in cui sono raccontate le gesta di tre campioni molto speciali, per età e per simpatia: Giannetta, Ezio Cardea e Gianni Berrini, anche loro nuotatori master di Arona.
Nell’album dei ricordi del nuotatore da record sono tante le istantanee significative: la prima traversata non competitiva Angera-Arona, 1.200 metri d’acqua che separano le due sponde del Lago Maggiore, affrontata nel 1999 all’età di 82 anni; i campionati nazionali master e i due mondiali. C’è però un’immagine che lo inorgoglisce più di ogni altra: è quando ha detto sì a sua moglie Rosa Scarampella. «Ci siamo conosciuti al cimitero. Ognuno di noi rendeva omaggio al proprio coniuge defunto: io avevo 91 anni e Rosa 90. Da quel giorno non ci siamo più lasciati» racconta. Era il 20 aprile 2008 e nel febbraio 2009 si sono sposati in chiesa: a seguire le nozze dell’anno c’erano tv e carta stampata e il suo «immensamente sì» è stato replicato in molti servizi televisivi.
«Sono un uomo fortunato: durante la guerra che ho combattuto come furiere in Croazia, sono scampato alla morte e poi sono sfuggito alla deportazione in Germania, dopo l’8 settembre. Nella vita ho tanto lavorato: è ancora imbattuto il mio record di 204 ore mensili di lavoro. Ho potuto avvicinarmi anche all’arte: ho frequentato l’accademia di Brera a Milano ed esposto in 82 personali e 200 collettive. Ma se dovessi dire cosa veramente conta, direi l’amore per la propria compagna. Oggi si dice così. Con Rosa siamo sempre vicini, legati da un amore tenero».
Giannetta, che dal 1974, anno della pensione, vive ad Arona, è molto attivo anche in casa: guida l’automobile, legge senza occhiali, è sempre in movimento, anche quando non è in vasca. Non a caso, tempo fa, gli è stata fatta un’offerta di ingaggio dalla dirigenza dell Brescia Nuoto. Più che un fenomeno sportivo, però vuole essere considerato testimonial di come la vita possa essere piena e intensa ad ogni età.

La scheda di Francesco Giannetta
È nato a Bari, il 15 novembre 1917. Dalla Puglia arriva a Milano a seguito del padre, capotecnico nelle Ferrovie. Lavora per la Fiam e poi entra alla Cassa di risparmio di Milano, dove rimane in servizio sino al 1974, anno in cui si trasferisce ad Arona. Nel 1999 partecipa per la prima volta alla Traversata Angera-Arona e da allora il nuoto è diventato la sua missione. E’ stato tesserato per la Busto Nuoto, per la Swim Planet e ora per l’Arona Active. Nel suo palmares si contano 144 medaglie, di cui 121 d’oro, due titoli di campione del mondo, nei 200 e nei 100 stile libero, oltre a 19 titoli italiani. Si allena regolarmente due volte a settimana.

Chiara Fabrizi
Fonte: La Stampa