Cadavere carbonizzato, spunta un testamento scritto a dicembre

Vanni ZorzenoneSi rafforza l’ipotesi del suicidio: l’uomo trovato nella sua legnaia bruciata soffriva di depressione, ma non per ragioni legate alla sua attività economica

Udine, 2 gennaio 2014 – La Procura della Repubblica di Udine ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio in relazione al cadavere carbonizzato ritrovato all’interno della legnaia andata a fuoco a Cividale mercoledì, anche se sta prendendo corpo l’ipotesi di un suicidio.
L’apertura del fascicolo è infatti, a questo punto, un atto dovuto, per consentire l’avvio delle indagini che si svolgono ad ampio spettro in relazione alla morte di Vanni Zorzenone, commerciante cividalese di 55 anni.
Ogni ipotesi viene passata al vaglio dagli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Annunziata Puglia, tuttavia si sta facendo strada l’ipotesi del suicidio.
Su tutte una circostanza, il ritrovamento di alcuni documenti redatti e firmati nella seconda metà di dicembre con i quali Zorzenone dettava le proprie disposizioni post mortem dettando le ultime volontà sulla destinazione dei propri beni, circostanza piuttosto strana per un uomo della sua età.
Se da un lato non sono emerse particolari difficoltà finanziarie nella vita del cividalese, titolare assieme alla moglie Anna Orsetig di una piccola merceria in stretta Jacopo Tomadini, dall’altro, la recente scomparsa del padre Walter, morto all’età di 90 anni, aveva generato in lui una profonda depressione. Al di là delle circostanze, però, anche la dinamica, ancora da chiarire nei dettagli, rimanda a un possibile suicidio.
La Procura ha affidato al medico legale Carlo Moreschi l’incarico di effettuare l’autopsia sul corpo carbonizzato che è stato trasferito all’istituto di anatomia patologica di Udine, un esame che sarà effettuato non prima della prossima settimana. E si dovrà attendere qualche giorno anche per l’esame del Dna che permetterà di fugare anche il minimo dubbio sull’identità della vittima. Dovrà inoltre essere affidato l’incarico per una perizia tecnica sulla legnaia in via Fornalis di proprietà della madre di Zorzenone dove sono avvenuti i fatti per ricostruirne l’esatta successione.
All’interno della struttura, andata a fuoco mercoledì, verso le 10 del mattino, è stata infatti trovata una tanica di benzina, stando a una prima ricostruzione della vicenda, Zorzenone avrebbe cosparso di benzina la catasta di legna disposta all’interno della piccola struttura in muratura. I vapori del liquido infiammabile avrebbero ben preso saturato l’atmosfera e l’accensione di un fiammifero avrebbe immediatamente generato la deflagrazione innescando le fiamme che in breve tempo lo hanno avvolto.

Alessandra Ceschia
Fonte: Messaggero Veneto