Doveva essere in servizio, medico ubriaco in stazione sfascia la porta del bar

polizia ferroviariaIl professionista positivo ad alcol e farmaci. ”Il nostro autista l’ha cercato al cellulare, credeva fosse in ritardo”

Verona, 2 gennaio 2014 – Nemmeno gli agenti della polfer riuscivano a credere ai dati riportati sulla sua carta d’identità. Perché quell’uomo in evidente stato di alterazione alcolica che sabato sera ripeteva frasi sconnesse seduto su un marciapiede della stazione di Porta Nuova, era davvero un medico chirurgo di 38 anni. E quella sera, invece di trovarsi in quelle condizioni in città, avrebbe dovuto essere sull’automedica della Croce Gialla di Lavagno. Perché, secondo quanto riportato nel contratto di lavoro del libero professionista, il suo turno avrebbe dovuto cominciare alle 20 e terminare alle 8 di domenica. Una notte intera a garantire assistenza in caso di emergenze: dall’incidente stradale all’infarto. Il medico, invece, alle 20.20 era in stazione e la sua presenza non era passata inosservata. Pochi minuti prima, infatti, aveva inavvertitamente danneggiato la vetrata del bar della stazione. L’uomo, che aveva le mani occupate, aveva tentato di aprire la porta con un calcio e aveva incrinato i vetri senza accorgersene.

Ma i dipendenti del locale lo avevano invitato a fermarsi e lui si era dileguato, spiegando di essere di fretta. A quel punto era scattata la chiamata alla polfer e i poliziotti, nel giro di pochi minuti, avevano rintracciato il professionista, seduto su un marciapiede. Alla richiesta di spiegazioni da parte del personale in divisa, il medico è andato su tutte le furie: «Cos’ho fatto? Ho rotto la porta? Non me ne sono accorto e non pago proprio nulla – ha urlato -. Sono un medico del 118 e sto aspettando l’automedica che venga a prendermi». Increduli, i poliziotti hanno chiamato la centrale operativa del Suem e hanno avuto conferme: quell’uomo avrebbe dovuto essere in servizio. E nel giro di pochi minuti, è arrivata in stazione l’automedica della Croce Gialla che ha fatto salire in auto il medico, per riportarlo in sede. «Non ho parole per commentare quanto accaduto – ha spiegato l’amministratore Corrado Polinari -. Non è un nostro medico, ma un libero professionista che sabato aveva il turno con noi. Ci dovremo tutelare in sede legale per il danno subito».

Polinari ha poi ricostruito quanto accaduto: «Il nostro autista si è accorto che il medico non era arrivato in sede per il servizio e ha incominciato a cercarlo al cellulare, senza riuscire a contattarlo. Poi l’ha sentito e ha capito che era in stazione. In assoluta buona fede, credeva fosse in ritardo ed è andato a recuperarlo. Solo arrivato sul posto si è reso conto delle sue condizioni». Alla vista dell’automedica, il 38enne ha dato nuovamente in escandescenze, incominciando a inveire contro i presenti. «Tutto questo casino per una c…o di porta» e altre frasi di simile tenore. Un raptus di follia probabilmente provocato dall’alcol. Condizioni poi certificate dal medico responsabile della centrale operativa del Suem, intervenuto sul posto: l’uomo sarebbe risultato positivo all’alcol e ai farmaci. E quella sera è rimasto in ospedale, senza ritornare al lavoro. A garantire copertura per il servizio di emergenza nella zona dell’Est della provincia, nel turno della notte tra sabato e domenica, è stato il personale del Suem 118. Al momento, non risulterebbero denunce a suo carico, nemmeno per il danneggiamento della porta del bar.

E.P.
Fonte: Corriere del Veneto