Trasformata in parcheggio l’ex caserma della polizia fascista

caserma via cologna triesteTrieste, 2 gennaio 2014 – Eccezionali il luogo, il prezzo, il garante e anche la soluzione e la nuova destinazione. La Provincia ha appena deliberato il suo annuale piano di alienazione dei beni immobili che costano e non servono, un piano di vendite che per la verità si ripete senza che nessuno si faccia avanti per acquistare. E dopo la terza gara al ribasso ci si ferma, “per non svendere”. Ma adesso il tortuoso cammino per incamerare soldi da edifici vuoti ha trovato una scorciatoia che secondo l’assessore al Bilancio e al patrimonio, Mariella De Francesco, «viene imboccata per la prima volta nella nostra regione».
È il controverso edificio di via Cologna ai numeri 6 e 8, ex caserma dei Carabinieri, ex sede della Polizia fascista dove furono torturati decine di oppositori politici per mano della banda Collotti tra 1942 e 1945 (come ricordano targhe e corone sulla cadente facciata) il perno della nuova operazione. Sarà la Cassa depositi e prestiti (Cdp), l’unico salvadanaio nazionale, a dare alla Provincia una garanzia praticamente blindata di potersi disfare del casamento, con adeguato guadagno, senza rischio economico, assicurando che il sito (lo chiedono le associazioni antifasciste riunite in comitato) resterà comunque segnalato come luogo della memoria storica, ma permettendo (come è nell’interesse della Cdp) che si trasformi. In un parcheggio.
Un altro pezzo storicamente pregiato la Provincia mette in vendita, ed è il primo della lista quanto a valore: chi vuole comprarsi l’ex Campo profughi di Padriciano, con un valore d’inventario di oltre 7,3 milioni (il prezzo di mercato è ancora da individuare)? Al confronto, l’edificio di via Cologna è una nocciolina, 630 mila euro come valore-base e il doppio, 1,2, come valore commerciale stimato.
«Non riuscivamo a vendere – dice l’assessore – e allora abbiamo preso contatto con Cassa depositi e prestiti che in tutta Italia è interessata ad acquisizioni, abbiamo fatto vedere anche altri immobili, ci lavoriamo dalla scorsa estate, e su questo abbiamo trovato l’accordo. Cassa depositi e prestiti ci costruisce un “project financing” in cui ricopre il ruolo di parte pubblica, la Provincia rimane solo come garante della destinazione d’uso del bene. Se la parte privata non si dovesse trovare, la Cdp si impegna ad acquistare in proprio l’intero immobile». Un vero affare fatto, in un caso e nell’altro l’edificio di via Cologna è passato per la Provincia alla tabella “alienati”. E già si sa che l’ex caserma, oggetto di non poche proteste e “protezioni” da parte di chi voleva farne museo, sarebbe destinata a diventare appunto un parcheggio. Prezioso nell’isolato del Giardino pubblico, che ne è drammaticamente privo.
E come la mettiamo col rispetto della storia, una storia così terribilmente oscura, oggi custodita in oscure e abbandonate stanze? «Abbiamo anche fatto l’accordo col comitato delle associazioni, tra cui l’Anpi e il Coordinamento antifascista – afferma De Francesco -, si è convenuto infine che un museo lì non si può fare, che la “memoria statica” di un museo magari poi poco frequentato dai cittadini non è utile, ma il palazzo è vincolato dalla Soprintendenza, le facciate devono restare intatte, e così resteranno intatte le targhe in memoria e anche i sotterranei, di cui verrà mantenuta l’accessibilità. Proprio come in Città vecchia quando si scopre un bene archeologico». Affare fatto, dunque, anche con la storia e la memoria.

Gabriella Ziani
Fonte: Il Piccolo