Veronica e la lettera a Napolitano ”Ecco perché ho scritto al Presidente”

napolitano messaggio fine annoLa 28enne di Empoli, da tre anni cerca di un lavoro, si sfoga: ”non riuscivo a trovare chi mi faceva fare un tirocinio gratuito”

Firenze, 2 gennaio 2014 – Ha scelto la lettera di Veronica, di Empoli, per dare voce ai giovani e per «scuotere» il Paese. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo atteso ottavo discorso di fine anno a reti unificate, ha letto alcuni stralci di lettere ricevute per testimoniare le ansie, ma anche le speranze degli italiani in un 2013 che ha definito «pesante ed inquieto». Napolitano ha parlato di giovani, lavoro, riforme ed è partito proprio dai sentimenti espressi dai cittadini e dai giovani che si sono rivolti, attraverso cinque lettere. E l’ultima lettera citata da Napolitano nella parte iniziale del suo discorso è stata quella di Veronica.

«Veronica, da Empoli, ventottenne, laureatasi a prezzo di grandi sacrifici – ha spiegato Napolitano guardando la telecamera – da 3 anni alla ricerca, finora vana, di un lavoro, sente che la crisi attuale è crisi di quella fiducia nei giovani, di quella capacità di suscitare entusiasmo nei giovani, senza di cui «una Nazione perde il futuro». E conclude – ha scandito il Presidente della Repubblica, leggendo la conclusione di Veronica ¬ “io credo ancora nell’Italia, ma l’Italia crede ancora in me?”. Ecco, vedete, aggiungo io, una domanda che ci deve scuotere».

«Ho preso carta e penna e ho scritto al Presidente della Repubblica per raccontare il mio stato d’animo: non riuscivo a trovare chi mi faceva fare un tirocinio gratuito» racconta Veronica Fiorillo al sito internet del quotidiano Il Tirreno. La giovane, che ora vive in Lombardia, ha una laurea in psicologia conseguita tre anni fa e ha colpito il presidente Napolitano nella sua lettera quando ha posto l’interrogativo: «Io credo ancora nell’Italia, ma l’Italia crede ancora in me?».

Mauro Bonciani
Fonte: Corriere Fiorentino