Pensione dopo 71 anni: la sentenza resta nel cassetto

guerra mondialeGrosseto, 3 gennaio 2014 – Per avere la pensione di invalidità ha dovuto aspettare 71 anni. Ma dopo che la Corte dei Conti gli ha dato ragione, alla fine del luglio scorso, ancora il risarcimento non è stato quantificato. Né si sa quando verrà erogato. E’ la classica storia all’italiana che ha come protagonista Alessandro Norcini, morto 23 anni fa a Scansano. Norcini, nato a Bibbiena nel 1910, era un fante dell’esercito che era rimasto sfigurato nella campagna di Libia dove era stato mandato nel dicembre 1941. La Corte dei Conti della Toscana, con sentenza definitiva, ha stabilito che i danni che subì come cause di servizio nel deserto della Libia dovranno essere quantificati e riscossi dai suoi eredi. Il fante Alessandro Norcini aveva fatto ricorso nel 1969 contro il diniego alla pensione di guerra oppostogli dallo Stato, che non riconobbe le patologie contratte durante la missione in Africa come causa di servizio. In Libia, infatti, probabilmente per un’infezione virale contratta in trincea, l’ex militare era rimasto vittima di una paralisi facciale, lacrimazione continua che gli provocarono anche un’alterazione del «visus».

Dal 1969 in poi, una lunga serie di rinvii e contrattempi, fra cui anche una riorganizzazione della magistratura contabile, ha fatto sì che il caso arrivasse a conclusione soltanto cinque mesi fa. Il ricorso è stato portato avanti prima dallo stesso ex fante e, dopo la sua morte, dal figlio. Norcini era difeso dagli avvocati Giandomenico Daniele di Lecce e Valerio Piraino di Firenze che spiegarono, il giorno successivo alla sentenza, che giustizia era stata finalmente fatta: “Abbiamo dimostrato il nesso causale tra le condizioni di vita al fronte e le patologie di Norcini, anche in base a documenti degli ospedali militari di Bengasi e Firenze — dissero i due legali —. In un referto dei medici militari italiani a Bengasi del febbraio 1942, si definiva il fante toscano idoneo a svolgere solo servizi sedentari. Norcini era stato inviato al fronte appena nel dicembre 1941 e nel breve tempo che ci rimase si ammalò». Ma il conteggio dei soldi che alla famiglia spettano di diritto, ancora non è stato fatto. Conti esatti che verranno eseguiti in sede di giudizio di ottemperanza. Una vicenda che lascia l’amaro: perché se il fante Norcini ha dovuto aspettare 71 anni per veder solo riconosciuto un suo diritto, si può solo immaginare quanto ci vorrà a quantificare il risarcimento. Sperando che non siano altri 71 anni.

MATTEO ALFIERI
Fonte La Nazione