Ruba alla Coop: scoperto, reagisce male. È un impiegato dell’Agenzia delle Entrate

carabinieri60Ha preso noccioline e snack per pochi euro. ”È stato un attimo di debolezza”

Venezia, 2 gennaio 2014 – Di certo non aveva rubato per fame, visto che nel portafogli aveva 200 euro in contanti e che la sua «spesa» non arrivava a più di 15 euro. O.Z., 59enne di Mirano, non è il solito taccheggiatore da supermercati, men che meno un rapinatore. Non è un disperato senza denaro, senza casa o senza lavoro. Lui ha una casa, un dignitoso conto in banca e anche un buon lavoro come impiegato all’Agenzia delle Entrate. Eppure, martedì pomeriggio gli è scattato qualcosa. E’ entrato al supermercato Coop di Spinea e ha cominciato a riempirsi le tasche con pacchetti e pacchettini. Di cosa? Sciocchezze. Noccioline e snack, merce di poco valore che avrebbe potuto pagare benissimo con un pezzo da 20. Ma non l’ha fatto. Ha provato a tirar dritto alle casse, cercando di passare inosservato. Ma ladri non ci si improvvisa dall’oggi al domani. E i suoi movimenti un po’ goffi e poco decisi non sono passati inosservati alla guardia giurata all’ingresso, che ha subito cercato di fermare l’uomo. E qui, O.Z., ha commesso un secondo errore, perché ha reagito.

Ha iniziato una colluttazione con la guardia, cercando di divincolarsi dalla presa dell’uomo. L’ha colpito, l’ha scaraventato contro una vetrata. Così facendo, si è trasformato da taccheggiatore in rapinatore. Il reato, per la precisione, è rapina impropria, ma pur sempre di rapina si tratta. La guardia giurata, però, è riuscito comunque a raggiungerlo e bloccarlo prima che fuggisse mentre il personale chiamava i carabinieri della stazione locale. I militari, una volta sul posto, l’hanno preso in consegna e portato in caserma, con tutta l’intenzione di arrestarlo. Il profilo di O.Z., però, era impeccabile fino a quel momento. Incensurato, figlio amorevole che accudiva in casa la madre gravemente malata. Ma perché allora? Di fronte ai carabinieri si è giustificato dicendo solo: «E’ stato un momento di debolezza ». Il pubblico ministero ha deciso quindi di evitare l’arresto e di denunciarlo a piede libero, appunto per il reato di rapina impropria. Resterà da capire in fase di processo cosa abbia spinto un impiegato irreprensibile di quell’età ad agire in maniera tanto sconsiderata. Andrà verificato anche, quindi, se non possa trattarsi di un caso di cleptomania. Due settimane fa un episodio simile aveva lasciato sbigottiti gli agenti del commissariato di Mestre. In quel caso, al centro commerciale «Le Barche», il taccheggiatore in questione aveva fatto incetta di profumi. Anche allora, una volta scoperto, il ladro si era ribellato diventando di fatto un rapinatore. Ma all’arrivo della polizia, si era giustificato mostrando un certificato medico che lo qualificava come cleptomane e che spiegava che il malato stava seguendo una terapia (non molto efficace, evidentemente) per cercare di superare la particolarissima patologia. Per questo motivo era stato arrestato, in un primo momento, ma poi rilasciato in sede di convalida, una volta provata l’autenticità del certificato.

Davide Tamiello
Fonte: Corriere del Veneto