Ragazzina stuprata e arsa viva in India, i genitori furiosi: “Impiccateli”

Foto: Bbc.co.uk
Foto: Bbc.co.uk

New Delhi, 3 gennaio 2014 – “Fino al mio ultimo giorno, il solo scopo della mia vita sara’ di ottenere giustizia per lei”: cosi’ il padre della giovanissima indiana stuprata due volte da un branco e successivamente bruciata viva a Calcutta, un caso che ha riacceso i riflettori sulle violenze contro le donne in India. La madre ha dichiarato alla Bbc che la figlia le aveva espresso un desiderio: “Fate in modo che chi mi ha fatto questo venga impiccato”. Oltre ai sei uomini arrestati per gli stupri, avvenuti il 26 e 27 ottobre, altri due sono finiti in manette per la brutale uccisione della ragazzina. Intanto c’e’ ancora incertezza sull’eta’ della vittima. Secondo l’Hindustan Times, che sostiene di aver verificato i registri scolastici, la giovane aveva 12 e non 16 anni come ritenuto finora. Dai registri risulta che era nata il 5 febbraio del 2001 e avrebbe quindi compiuto 13 anni fra un mese. Inoltre dall’autopsia e’ emerso che la ragazza era incinta di circa un mese e la polizia ha prelevato il sangue dai arrestati per capire chi di loro l’avesse messa incinta. La ragazza, originaria di Madhyagram, 25 chilometri a nord di Calcutta, era stata aggredita da sei uomini per la prima volta il 26 ottobre nei pressi della sua abitazione. La violenza si era ripetuta l’indomani, mentre la giovane stava tornando a casa dal commissariato dove aveva denunciato l’aggressione. Lo scorso 23 dicembre due uomini hanno aggredito nuovamente la ragazza nella sua abitazione e le hanno dato fuoco. La vittima faceva la spola, insieme alla madre, tra il villaggio d’origine dove e’ avvenuto lo stupro e la casa alla periferia di Calcutta dove il padre di era trasferito anni fa, in cerca di lavoro. Dopo i due stupri, la famiglia e’ rimasta fino a meta’ novembre nel villaggio, ma poi probabilmente per sfuggire ai suoi aguzzini che minacciavano la piccola di morte per aver osato denunciarli, e’ tornata a Calcutta. E questo per la giovane vittima e’ stato fatale: propria nella casupola ancora non finita di costruire vicino all’aeroporto dove la famiglia viveva, la piccola e’ stata ritrovata dai suoi aggressori e data alle fiamme. La vicenda ha infiammato l’opinione pubblica indiana. Giovedi’ migliaia di persone si sono riversate in piazza nella metropoli nord-orientale, ma anche a New Delhi. Proteste anche contro la polizia che ha tentato di forzare la mano per cremare il corpo dell ragazzina, contro il volere del padre che voleva il funerale pubblico. (AGI)

Leggi anche:
India, stuprata dal branco e bruciata viva