Ubriaco e furioso: alla richiesta dei documenti minaccia e spintona i carabinieri

carabinieri40Cornaredo (Milano), 4 gennaio 2014 – Era andato sotto casa della sua nuova compagna, ubriaco. Lei non c’era. È bastato questo per far andare su tutte le furie T.A.L., 44 anni di Cornaredo, fermato dai carabinieri l’altra notte. L’uomo, poco dopo la mezzanotte, si è presentato a casa della donna, e non trovandola si è attaccato al citofono e ha cominciato a minacciare, imprecare, sbattere pugni e calci contro il portone della palazzina. Dentro casa il figlio della donna con la sua fidanzata hanno cominciato a temere il peggio. Il timore che la furia di lui potesse scatenarsi contro la madre al suo rientro li ha indotti a dare l’allarme. Sono stati infatti i due ragazzi a sollevare la cornetta per chiamare il 112. Quando i carabinieri della tenenza di Cornaredo sono arrivati sul luogo, hanno trovato in strada la coppia intimorita, poco più in là un uomo che si stava forse allontanando. Alla vista della pattuglia il quarantaquattrenne è però tornato sui suoi passi.

Alla richiesta dei documenti avanzata dai carabinieri la reazione dell’uomo – che era fuori di sè a causa dell’abuso di alcol – è stata delle peggiori. Prima uno spintone, poi gli insulti, ancora spintoni e minacce di morte rivolte agli uomini in divisa. A niente sono serviti i tentativi dei militari di calmarlo. Non contento l’aggressore si è invece scagliato anche contro la gazzella dei carabinieri con pugni e calci di una forza tale che hanno causato non pochi danni al mezzo. Vista la situazione la pattuglia ha chiamato rinforzi, sul posto in pochi minuti è arrivata anche la radio mobile. A quel punto l’uomo si è dato alla fuga. Una breve corsa nelle vie limitrofe e poi si è rifugiato in un kebab. I carabinieri dopo averlo inseguito fino dentro l’esercizio commerciale, in quattro lo hanno immobilizzato e infine ammanettato. Il cornaredese rissoso è stato denunciato, dovrà ora rispondere davanti all’autorità giudiziaria dei reati di violenza, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale, oltre al danneggiamento aggravato della vettura di servizio dei carabinieri.

di Monica Guerci

Fonte Il Giorno