In coma per l’alcol della notte di Capodanno, muore a 19 anni

alcoool minoriNon ce l’ha fatta il ragazzo soccorso per un arresto cardiaco. I medici: «Dose fatale, in blocco il sistema nervoso»

Pavia, 4 gennaio 2014 – E’ morto per il troppo alcol ingerito la sera di San Silvestro. Simone Cuccu, 19 anni, era stato soccorso poco dopo la mezzanotte del 31 dicembre nel parcheggio del Messicano, un locale nel quartiere Brughiera. Era in arresto cardiaco: il medico del 118 lo ha rianimato sul posto e il cuore è ripartito, poi il ragazzo è stato trasferito al policlinico San Matteo di Pavia. Ricoverato nel reparto di Rianimazione I, le sue condizioni sono rimaste stazionarie, anche se gravissime, fino a ieri mattina, quando ha cessato di vivere.
«Non possiamo sapere se sia effettivamente entrato nel locale – dice Paolo Mazzini, il gestore del «Messicano» –. In ogni caso, anche se fosse stato a cena da noi, ai tavoli non sono stati serviti vino o superalcolici in quantità tale da causare malori così gravi». E se il ragazzo «è arrivato da noi dopo cena, per festeggiare la mezzanotte, non è rimasto all’interno del locale un tempo sufficiente per bere grandi quantità di alcol». Ovvero: deve essere arrivati al Messicano dopo aver già bevuto molto altrove.
«Abbiamo visto che un’ambulanza è arrivata nel nostro parcheggio – dice ancor Paolo Mazzini – ma non si poteva immaginare una situazione tanto grave. Comunque non sta al personale del locale intervenire in casi come questi, devono farlo persone competenti. Siamo ovviamente molto dispiaciuti per la morte di un ragazzo tanto giovane». Con ogni probabilità, la procura di Pavia, informata del decesso, disporrà un’autopsia sul corpo del ragazzo, per valutare se avesse ingerito altre sostanze che abbiano causato il malore o se le sue condizioni fisiche fossero già compromesse per altro motivi.
Può una sbronza uccidere? «Sì – dicono i medici –. Con 0,5 grammi di alcol per litro di sangue si è considerati non in grado di guidare un auto perché si sono persi alcuni freni inibitori e quindi si affronta la strada con un eccesso di sicurezza. E’ il livello che viene considerato utile per aiutare la socialità, un livello che può essere prodotto da quantità modiche di alcol».
Le cose cambiano quando si comincia a esagerare con vino, birra o superalcolici. «Sopra il grammo di alcol per litro di sangue invece gli effetti cominciano ad essere depressori, perché le funzioni vitali vengono rallentate dal liquido ingurgitato – spiega il medico –. Sopra i due grammi per litro l’andatura comincia ad essere barcollante. Il problema non è che gira la testa, ma che a quelle concentrazioni di alcol nel sangue la muscolatura comincia a non rispondere più come dovrebbe. Poi il paziente può addormentarsi, o sembrare addormentato agli occhi di chi guarda, ma in realtà i centri del respiro e dell’attività cardiaca non rispondono più come dovrebbero. E’ lo stesso effetto prodotto dai barbiturici».
Come per i barbiturici si può arrivare al coma. «Con l’alcol succede sopra i 4 grammi per litro di sangue – spiegano i medici –. Il respiro e il battito del cuore sono involontari, ma sono comunque regolati dal sistema nervoso, quindi se l’alcol nel sangue è troppo, le cellule nervose vengono danneggiate e il deficit che si crea porta all’arresto della pompa cardiaca».
Si poteva fare qualcosa per salvare il 19enne vigevanese? Lo dirà l’inchiesta. «Di certo non poteva bastare una lavanda gastrica perché l’alcol dopo un’ora è già entrato in circolo e se le cellule nervose vengono compromesse le funzioni vitali sono a rischio».

Claudio Malvicini e Anna Mangiarotti
Fonte: La Provincia Pavese