A 93 anni multato con la bici elettrica

Foto: Trentino
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La disavventura del reduce di Nikolajewka: ”E’ vero che pedalavo contromano, ma era troppo pesante da spingere…”

Trento, 5 gennaio 2014 – Nella sua vita ne ha passate di tutti i colori (una su tutte: la campagna di Russia, uno degli ultimi alpini ancora in vita della battaglia di Nikolajewka) e mai avrebbe pensato di trovarsi davanti ad un vigile inflessibile che lo ha multato perché aveva percorso qualche decina di metri “contro il senso di marcia” in sella alla sua bicicletta elettrica. Ma Guido Vettorazzo, classe 1921, un personaggio conosciutissimo in città, non si è perso d’animo: ha cercato di far capire le ragioni di quella scelta (pedalare piuttosto che spingere la bici) e all’inflessibilità del vigile che ha elevato la contravvenzione, lui, da buon cittadino, ha pagato la multa. Ma gli è rimasto un po’ d’amaro in bocca e lo ha messo nero su bianco in una lettera che ha scritto al sindaco Andrea Miorandi. Sia per spiegare la sua disavventura (e non certamente per implorarlo a togliere la contravvenzione peraltro già pagata), ma soprattutto per proporre al primo cittadino di una città che si dice amica delle biciclette (basti pensare alla rete di ciclabili…) la possibilità di garantire ai ciclisti la circolazione nei due sensi di marcia nelle strade a senso unico. «Non lo dico io – specifica Vettorazzo – ma un’indicazione della Direzione generale per la sicurezza stradale del ministero infrastrutture e trasporti».
Prima di arrivare alla proposta, Vettorazzo nella lettera a Miorandi illustra il suo caso. «Sono un vecchio ecologista e per i miei spostamenti in città ho sempre usato la bicicletta, ma con quella elettrica ho buscato una contravvenzione: “transitavo contro il senso di marcia” in via S. Giovanni Bosco. Quel transitare – specifica – era un lento pedalare, molto prudente, su bici elettrica a batteria purtroppo scarica, su un tratto lungo i giardini Perlasca di circa 100 metri, fra l’incrocio di via Veneto e via Piomarta dove abito. Alla rigidezza della contestazione che il vigile mi opponeva, chiesi di mettere a verbale il motivo della mia scelta di pedalare contro mano: cioé che la bici era, per me ultranovantenne, troppo pesante da spingere camminando e che inoltre, essendo anche via Piomarta a senso unico (per giunta in salita…) non avevo altre alternative. Ma pagai entro 5 giorni e stop».
Chiuso (con amarezza) il capitolo multa, Vettorazzo chiede a Miorandi che venga data la possibilità alle bici, come succede in altri Comuni e anche in città in centro storico) di circolare nei due sensi di marcia anche nelle strade a senso unico: «Se esistono le condizioni previste, perché non applicarle anche qui? Si eviterebbero percorsi più lunghi e per una persona anziana come me non sarebbe davvero male…»

Giancarlo Rudari
Fonte: Trentino