Fugge dai maltrattamenti e si rifugia al cimitero: Fido ha trovato una famiglia

Foto: Il Giorno
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Arrivato chissà da dove un paio di settimane prima di Natale, il bastardino che ha scelto come rifugio il cimitero potrebbe presto trovare una famiglia grazie all’associazione Scodinzolandia: “La sua storia ci ha commosso”

Como, 4 gennaio 2014 – Arrivato chissà da dove un paio di settimane prima di Natale, il bastardino che ha scelto come rifugio il cimitero di Romanò potrebbe presto trovare una famiglia grazie all’associazione Scodinzolandia, pronta a muoversi da Genova per salvarlo dai disagi e le privazioni di una vita di strada. «La storia di questo cagnolino ci ha commosso – spiega la presidente Paola Maratti – purtroppo non è un caso isolato nel nostro Paese dove, soprattutto nelle regioni del Sud, sono tanti gli animali che si rifugiano a ridosso o all’interno dei cimiteri per trovare un rifugio». Cani che perdono la fiducia nell’uomo perché maltrattati e sottoposti a privazioni, spesso per puro sadismo.

«Il cane è un animale di natura socievole – prosegue la responsabile dell’associazione che si prende cura degli animali abbandonati – dimostra al contrario una grossa diffidenza verso l’essere umano quando nasce in stato di natura, ad esempio perché è partorito da una coppia di randagi, oppure perché ha subito maltrattamenti. Mi sembra questo il caso del cagnolino di Romanò, che probabilmente è stato bastonato da qualcuno e da allora ha perso la fiducia nell’uomo». Un processo che per fortuna nella maggior parte dei casi è reversibile.

«Sono animali che vanno rieducati alla fiducia nell’uomo e per questo vanno accuditi con tanto amore. È un processo lungo e occorre tanta pazienza, ma di solito si riescono a vincere tutte le loro diffidenze». Un po’ quello che hanno cercato di fare nelle scorse settimane gli abitanti di Romanò, che dopo aver visto il cucciolo aggirarsi nel cimitero, hanno deciso di adottarlo costruendogli una cuccia d’emergenza e portandogli coperte e pappa anche il giorno di Natale.

«Sono molto grata agli abitanti del paese che si sono presi cura di questo cucciolo – conclude Paola Maratti – ma adesso occorre trovargli una famiglia, altrimenti così non potrà andare avanti a lungo. Si tratta di un animale dal pelo corto e l’inverno può essere molto rigido dalle vostre parti. Il fatto che non si lascia avvicinare da nessuno è il comportamento tipico del cane maltrattato. L’unica è rieducarlo all’interno di un canile protetto, come ce ne sono diversi anche in Lombardia, con la speranza che trovi al più presto una famiglia che lo sappia amare. Siamo pronti a occuparcene direttamente noi, attraverso la nostra rete di collaboratori e associazioni con cui siamo in contatto. L’importante è riuscire a muoversi al più presto per restituire un futuro a questo cagnolino».

Ro.Can.
Fonte: Il Giorno