I “mostri” nella Rete: sciacallaggio e commenti choc sul web

anonimiMilano, 5 gennaio 2014 – Pierluigi Bersani è stato male. Nausea e mal di testa. Poi la corsa all’ospedale di Piacenza e il trasferimento d’urgenza a quello di Parma. Un’emorragia cerebrale della quale non è ancora chiara l’entità. Ma la notizia si potrebbe riassumere diversamente: un uomo (famoso) sta male. Eppure c’è chi gioisce. Sui social network e tra i commenti in rete c’è chi festeggia, chi augura la morte a lui e a tutti i suoi colleghi. Sono il popolo dell’uno in meno. E sono mostri, non c’è bisogno di sfogliare a lungo il dizionario per capire in quale categoria etichettarli. Sono mostri spesso anonimi, nascosti dietro schermi e nickname. Mostri vigliacchi. Mezzi uomini che si danno allo sciacallaggio mediatico sul male altrui. Che colpiscono un uomo di potere nel momento in cui è impotente: disteso nel letto di un ospedale o sotto i ferri in una sala operatoria. È il peggio del Paese, questo. E non ha una coloritura politica. Sono quelli che non sanno distinguere l’avversario dal nemico, il politico dall’uomo. La stessa cosa accadde con Bossi (lo ha ricordato oggi Matteo Salvini) e con Berlusconi quando fu colpito con una statuetta in piazza del Duomo a Milano. E’ un comportamento barbaro e trasversale quello di chi vomita rabbia e violenza contro le persone in difficoltà. È il cortocircuito tra un odio morboso per la casta, un clima politico di tossico avvelenamento e una latente disumanizzazione di tutti gli “attori politici” del nostro Paese. Che per molti non sono più uomini, ma solo foto, tweet, status, video e simulacri. Bersagli contro cui sparare ogni nefandezza.
Fonte Il Giornale