Rubano i soldi raccolti dai bambini, un anonimo regala la tredicesima

Foto: archivio
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Bel gesto di un benefattore triestino che dona mille euro ai bambini derubati del denaro raccolto a scopo di beneficenza

Trieste, 6 gennaio 2014 – Una favola di Natale, soprattutto un gesto generoso e nobile in un periodo di crisi, economica e di valori, che sembra non finire mai. Una Befana che ha anticipato l’arrivo per lasciare la sua calza imbottita nel posto giusto.
Il protagonista di questa storia intende restare anonimo, ma il suo atto va al di là di ogni buonismo natalizio. Si firma Robin Hood triestin “ciol dei suoi, per tornaghe ai fioi”. Suoi sono i mille euro, tolti alla tredicesima, messi a disposizione della scuola elementare San Giusto di via Trissino, “visitata” dai soliti ignoti – che purtroppo continuano a rimanere tali – qualche giorno prima di Natale. Una vicenda che ha lasciato l’amaro in bocca, in primo luogo ad alunni, insegnanti e genitori, ma anche a molti triestini.
Gli scolari della scuola avevano creato dei piccoli souvenir natalizi poi “venduti” ai genitori, lavorando sodo e con entusiasmo per alcune settimane. L’incasso del loro Mercatino di Natale era destinato all’Agmen (l’associazione che si occupa di bambini ammalati di tumore), cioè ad altri ragazzi meno fortunati. Nella notte invece qualcuno è entrato nella scuola, scavalcando i cancelli ed è andato dritto nell’armadio che conteneva l’incasso di mille euro. I ladri poi (o il ladro) hanno svuotato di monete i distributori di merendine e si sono presi i panettoni messi sotto l’albero dai genitori per i bidelli. Un gesto ignobile che aveva rovinato il Natale nella scuola e rattristato i bambini.
Qualcuno però ha pensato di intervenire, non con le solite parole di circostanza, ma concretamente regalando nei giorni scorsi i mille euro alla benemerita associazione.
Il Benefattore (la B maiuscola in questo caso è d’obbligo), che non vuole rivelare la sua identità, ha scritto alle segnalazioni del “Piccolo” per comunicare ai «carissimi bambini, alle carissime maestre e ai carissimi genitori che il bene anche stavolta ha fregato il male» e che i soldi che avevano raccolto sono arrivati lo stesso all’Agmen. Ci aveva pensato lui.
Poi una considerazione: «Chissà come voi ladri avete impiegato quei soldi, spero almeno per sfamare i vostri figli o per acquistare medicinali di primaria importanza. Sempre un furto avete commesso, ricordatelo». E rivolto ai bambini: «Di figli ne ho due anch’io, ormai non proprio più bambini e non hanno frequentano la vostra scuola, ma quando ho letto la notizia mi sono detto “che fare della mia tredicesima?” I vostri genitori proveranno a spiegarvi cos’è la tredicesima… Ho trovato subito la soluzione. Un abbraccio ideale a tutti, meno ai ladri».
Ma l’abbraccio si potrebbe estendere anche ai ladri se decidessero di restituire il mal tolto. Lo potrebbero fare in qualsiasi modo, rimanendo pure loro anonimi, affidando il malloppo per la consegna a qualche persona fidata o alla stessa Agmen. Nessuno lo saprebbe e il loro gesto li riabiliterebbe, anche agli occhi della giustizia.

Ferdinando Viola
Fonte: Il Piccolo

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