Candy Crush: l’inventore è un italiano, ora guadagna 600mila dollari al giorno

riccardo zacconiRoma, 6 gennaio 2014 – Sono le caramelle più dispettose in circolazione, creano una forte dipendenza ma non fanno ingrassare e non minacciano il sorriso. Di sicuro hanno rivoluzionato la vita di milioni di persone: non è raro sentirsi chiedere “a che livello sei?” invece di “ciao, come stai?”. Parliamo di Candy Crush Saga, il gioco online dell’anno, con oltre 500 milioni di download e 150 miliardi di partite giocate. Numeri che crescono in maniera esponenziale a ritmo quotidiano.

Figlio dell’antesignano Tetris e del più moderno Bejeweled, Candy Crush è un puzzle, volendo abbastanza banale, con un obiettivo: allineare tre caramelle dello stesso colore. Abbinamenti più complicati danno vita a combinazioni di supercaramelle che facilitano, ma non sempre, il passaggio al livello successivo. Detta così sembra la cosa più semplice del mondo, come rubare le caramelle a un bambino, tanto per restare in tema. Però poi sul video, a tradimento, arrivano la cioccolata che si mangia i confetti, le bombe che ti fanno sprecare le vite, la gelatina che non va via, il cronometro che scorre inesorabile e quelle maledette candys ingabbiate che non c’è verso di rimettere in libertà… giusto il tempo di riprovarci di nuovo e ti rendi conto di essere diventato anche tu un Candy Crush dipendente.

Il papà del giochino è un romano, Riccardo Zacconi, 46 anni, emigrato negli anni Novanta in Germania e quindi a Londra dove è tra i fondatori della Kings.com della quale è amministratore delegato. «L’idea è molto semplice – spiega Zacconi – testiamo sul nostro sito, RoyalGames.com, una serie di giochi e i più divertenti li spostiamo su Facebook. La differenza tra la versione online e quella social è che la prima ha un solo livello e genera un vincitore e un perdente, la seconda ha svariati livelli (Candy Crush è arrivata a 550) e crea una continua competizione tra amici. Io non vado mai molto avanti perché li gioco tutti, poi decido quale promuovere sui social network, a quel punto spetta ai programmatori ideare gli sviluppi successivi».

Laureato alla Luiss, Riccardo Zacconi ha scalato la classifica delle persone più potenti nel settore dei media inglesi arrivando al cinquantesimo posto, dietro Rupert Murdoch e Larry Page di Google ma davanti a David Bowie e Marissa Mayer di Yahoo! ma non nasconde di sentire la nostalgia di Roma: «L’Italia mi manca tanto e mi piacerebbe ritornare prima o poi».

Il fenomeno Candy Crush è esploso su Facebook portando così i primi guadagni. Sulla piattaforma di Zuckerberg sono 100 milioni i giocatori che si sfidano e si rincorrono regalandosi vite a vicenda. Volendo è possibile comprare aiuti: si parte dai 22 centesimi per una vita aggiuntiva fino a svariati euro per richieste più consistenti, e così il lavoro per i contabili è diventato deliziosamente faticoso: Candy Crush genera introiti pari a 600 mila dollari al giorno, abbastanza per decidere di togliere anche la pubblicità.

«Le cifre non posso confermarle – dice Zacconi – quanto alla pubblicità l’ho abolita perché distrae l’utente, anche se, ovviamente, è stata una scelta che ci è costata in termini di fatturato». Parliamo di cifre che sanno solo crescere: in autunno la mania è esplosa in Asia e soltanto ad Hong Kong attira quotidianamente un milione di utenti. Otto le sedi sparse in tutto il mondo della RoyalGames.com, ma al momento lo sbarco in borsa «è solo una delle possibili opzioni» dice Zacconi.

Pagare però, non è l’unica strada per averla vinta su queste caramelle dispettose: in rete ci sono decine di siti che indicano trucchi e scorciatoie. Il più famoso è Cheat Engine, un’utility per modificare i videogiochi, ma utilizzarla è decisamente frustrante, è un po’ come barare al solitario o alle parole crociate.

Moralmente più accettabile il trucchetto di alternare computer, tablet e cellulari: sprecate le cinque vite sul pc si passa sulle altre piattaforme per continuare a mischiare caramelle senza attendere i 30 minuti necessari a ricaricare le vite. Oppure basta spostare in avanti l’orologio del cellulare.

Che ne sarà dei milioni di giocatori quando finirà la mania delle caramelle? Nessun problema, agli stessi ritmi vertiginosi avanza un’altra creatura di Zacconi, Farm Heroes Saga, in cui bisogna sconfiggere un maledetto procione che minaccia le colture di cipolle, fragole e carote mettendo a rischio anche la nascita dei pulcini.

«A proposito di Farm Heroes – conclude Zacconi – proprio ieri abbiamo festeggiato il suo arrivo come app dopo mesi di prova sui social network».

Niki Barbati
Fonte: Il Gazzettino