La morte di Federica, il gip riapre l’inchiesta

federicaRoma, 6 gennaio 2014 – Torna a essere un giallo la morte di Federica Mangiapelo, la sedicenne trovata morta sulle rive del lago di Bracciano la mattina del 1 novembre del 2012. Con una decisione inattesa il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta della Procura di Civitavecchia di archiviare la posizione del fidanzato, Marco Di Muro, che dopo le prime verifiche era stato messo ufficialmente sotto inchiesta con l’accusa di omicidio volontario.

Un vero e proprio colpo di scena, soprattutto alla luce dei risultati dell’autopsia. Il medico incaricato dell’accertamento da parte dei magistrati ha indicato – senza alcuna ombra di dubbio – una miocardite come causa del decesso della giovane: una conclusione che imputa la morte a ragioni naturali, con la conseguenza di escludere la responsabilità diretta del ragazzo, difeso dall’avvocato Cesare Gai.

Le risposte del perito avevano spinto lo scorso settembre la Procura a modificare la contestazione nei confronti del fidanzato, indagato solo di omissione di soccorso. Secondo questa ricostruzione, dopo un litigio Di Muro aveva lasciato Federica davanti ad un supermercato nel centro di Anguillara verso le 2 di notte e la ragazza, qualche ora dopo, era morta, stroncata da un malore, mentre era sulla riva del lago, a cinque chilometri di distanza da dove i due si erano salutati. Tuttavia, questa concatenazione dei fatti non ha convinto il giudice, che ha disposto ulteriori e più approfonditi accertamenti per fare luce sulle ultime cinque ore di vita della giovane.

Ancora adesso resta infatti il mistero di cosa abbia fatto e di quali siano stati i movimenti della sedicenne dal momento in cui ha salutato Di Muro fino alle 6 del mattino, quando secondo gli esperti si è sentita male ed è morta. Il primo passo è un nuovo esame autoptico per verificare se il cuore le abbia ceduto mentre era in compagnia del ragazzo, qualche ora prima. Se l’orientamento del gip venisse provato dalle verifiche specialistiche, la posizione dell’indagato tornerebbe a farsi complicata: la ragazza potrebbe essersi sentita male durante il litigio e il fidanzato, pur potendola salvare, l’avrebbe abbandonata al suo destino per cercare di evitare problemi. Oppure Federica potrebbe essere morta nel corso della discussione e potrebbe essere stato Di Muro a portare il corpo sulla riva del lago.

Non finisce qui. Il giudice ha disposto anche che siano riascoltati i testimoni di quella tragica notte. Ad allungare dei dubbi c’è una circostanza: la borsa e il cellulare della sedicenne sono scomparsi e non sono mai stati ritrovati. Li ha presi uno sciacallo? O qualcuno che voleva far sparire delle tracce che avrebbero potuto far ricostruire cosa sia realmente accaduto in quelle ore?

Giulio De Santis
Fonte Corriere della Sera