Marò: domani udienza a New Delhi, c’è attesa per il rapporto della polizia

maròNew Delhi, 7 gennaio 2014 – I riflettori si accendono nuovamente in India sulla “never ending story” del capo di prima classe della Marina Massimiliano Latorre e del secondo capo Salvatore Girone, bloccati da quasi 23 mesi in attesa del processo in cui sono implicati per la morte di due pescatori il 15 febbraio 2012 in acque internazionali al largo delle coste del Kerala. Domani infatti si terra’ una nuova udienza convocata dal giudice speciale Darmesh Sharma nell’aula n.25 della “session Court” di Patiala House a Delhi durante cui dovrebbe finalmente, ma il condizionale e’ d’obbligo, essere messo agli atti il rapporto elaborato dalla Agenzia nazionale di indagini (Nia) frutto di dieci mesi di lavoro e contenente i capi di accusa rivolti ai due fucilieri di Marina. C’e’ attesa per quella che potrebbe essere una tappa centrale nella vicenda, dopo che il 6 dicembre scorso la stessa Nia, rappresentata dal vice-ispettore P.V.Vikraman, e un avvocato dello Stato indiano, avevano chiesto in aula “ancora un po’ di tempo, almeno 15 giorni” per la presentazione del documento accusatorio che si annuncia “voluminoso”. A tutt’oggi comunque, ha potuto verificare l’ANSA a New Delhi, del rapporto della polizia indiana non c’e’ traccia nella Cancelleria del tribunale indiano. Con queste premesse e’ sbarcato oggi in India l’inviato speciale del governo, Staffan de Mistura, che ha subito tenuto alcune riunioni, fra cui la piu’ importante con il team legale dei maro’ in cui si e’ verificata e messa a punto la strategia difensiva che sara’ sviluppata davanti al magistrato. Nulla e’ trapelato sulla possibilita’ che i maro’ si presentino questa volta davanti al giudice Sharma (non lo hanno fatto nella prima udienza), ma i contorni non limpidi dell’istruttoria rendono poco fattibile questa ipotesi. I parenti, che hanno trascorso a Delhi le Festivita’, rientreranno da domani in Italia. Si deve ricordare che in dicembre i legali dei maro’, per bocca dell’avvocato Mukul Rohatgi, avevano sollevato pesanti obiezioni su tre punti fondamentali. In primo luogo per la decisione della Nia di saltare il tribunale di primo grado presieduto dal “chief metropolitan magistrate” Amit Bansal che, per direttiva della Corte Suprema, era stato designato come “Corte speciale” per trattare quotidianamente il caso. Poi per il fatto che la polizia non aveva nascosto di voler utilizzare per il processo il SUA Act, una legge indiana anti-terrorismo che implica la pena di morte e rovescia l’onere della prova sull’imputato. Al riguardo, il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid aveva lo scorso anno sostenuto chiaramente a nome del governo che l’incidente che ha coinvolto Latorre e Girone non rientrava “fra i casi rarissimi” che implicano la pena capitale. E, terzo, per l’assenza agli atti del Rapporto che la Nia aveva annunciato di aver concluso. Questo aspetto, e solo questo, dovrebbe essere superato domani con la consegna del documento accusatorio. Vista la delicatezza della vicenda, e’ comprensibile che oggi De Mistura abbia scelto di non rilasciare dichiarazioni, lasciando peraltro intendere che la durata della sua missione in terra indiana dipendera’ dalla piega che prendera’ il processo.(ANSA)

Maurizio Salvi