Serial killer evaso a Genova: la procura sulle tracce del basista

bartolomeo gaglianoGenova 7 gennaio 2014 – Bartolomeo Gagliano, il serial killer di 55 anni protagonista di una rocambolesca evasione avvenuta il 17 dicembre scorso a Genova, nel capoluogo ligure avrebbe avuto un basista. Lo si apprende in ambiente investigativo: gli inquirenti sarebbero gia’ sulle sue tracce. Gagliano, che era stato arrestato venerdi’ 20 dicembre a Mentone, rimase a Genova almeno quattro ore: alle 7 lascio’ in via De Marini, a Cornigliano, il panettiere vittima del sequestro di persona che aveva obbligato ad accompagnarlo in auto da Savona a Genova; alle 11 le telecamere della polizia municipale posizionate sulla strada sopraelevata “Aldo Moro” avevano filmato la Panda verde che aveva sottratto al panettiere savonese in transito verso ponente. In quelle quattro ore secondo gli inquirenti Gagliano incontro’ un basista a Genova che gli forni’ una pistola vera, la calibro 7.65 con le munizioni che la polizia francese gli sequestro’ nell’albergo di Nizza dove alloggiava.
Secondo indiscrezioni, la descrizione dell’arma usata per minacciare il panettiere non coinciderebbe con quella rinvenuta in Francia. Gagliano aveva inoltre con se’ un documento artefatto: si tratta della carta di identita’ del nipote, a cui aveva applicato la propria fotografia alterando poi i timbri dell’anagrafe. Effettuare questa falsificazione avrebbe richiesto tempo e la competenza di uno specialista che Gagliano avrebbe incontrato proprio a Genova. La procura genovese (pm Alberto Landolfi) e’ impegnata nella ricostruzione di quanto Gagliano abbia fatto dal momento in cui usci’ dalla prigione di Marassi, il 15 dicembre al momento in cui, alla mezzanotte del 17, usci’ dall’Italia alla barriera autostradale di Ventimiglia senza pagare il pedaggio, lasciando dunque una traccia decisiva dietro di se’. (AGI)