Cade in solaio a scuola e muore a 17 anni

solaio scuola lecceLecce, 8 gennaio 2014 – Uno studente di 17 anni è morto dopo essere precipitato nel vuoto in un pozzo luce. E’ successo nel liceo scientifico ‘De Giorgi’, in via Delle Anime, a Lecce.

Andrea De Gabriele è precipitato nel vuoto dopo aver messo i piedi sul solaio di un ambiente sottostante alla zona esterna adibita alle attività di educazione fisica della succursale del liceo.

Il ragazzo, di Campi Salentina e residente a Veglie (Lecce), secondo una prima ricostruzione di quanto avvenuto, sembra che sia precipitato nel vuoto nel tentativo di recuperare il suo giubbotto che era stato lanciato per scherzo da un compagno di scuola dall’altro lato di una inferriata.

Quest’ultima delimita un’area ricoperta da un materiale leggero, forse un tendone, una copertura per gli scantinati sottostanti. Andrea De Gabriele – sempre secondo quanto si è saputo finora – avrebbe preso una sedia e si sarebbe arrampicato sulla inferriata, scavalcandola: appena è sceso dall’altro lato la copertura non ha retto il peso ed ha ceduto, facendo precipitare nel vuoto il ragazzo pare per una quindicina di metri. Il 17enne, trasportato da un’autoambulanza, è giunto in fin di vita nell’ospedale ‘Vito Fazzi’ di Lecce dove i medici hanno tentato invano per 30 minuti di rianimarlo.

Nessun cartello indica pericolo intorno al luogo dell’incidente – ”Non intendo rilasciare dichiarazioni”: così ha risposto al giornalista dell’ANSA che l’ha contattata telefonicamente la prof.Giovanna Caretto, preside del liceo scientifico statale ‘Cosimo De Giorgi’ di Lecce dove oggi è morto uno studente 17enne dopo essere precipitato nel vuoto. L’istituto che si trova nel quartiere ‘San Pio’ è stato da poco aperto a giornalisti e operatori televisivi. All’interno della scuola gli agenti della Questura di Lecce stanno continuando a verbalizzare le dichiarazioni di docenti e di alcuni alunni e della preside. Nell’area della succursale dell’istituto scientifico dove normalmente si svolge l’attività fisica ci sono tre campetti in cemento, uno per il calcetto , uno per la palla a volo e il terzo per altre attività fisiche. La sedia posizionata dallo studente per recuperare il suo giubbotto si trova nel campo di palla a volo, accanto ad una inferriata che delimita un solaio – la cui superficie è protetta da un sottile telaio metallico tutto arrugginito e fissato con puntine – sotto il quale ci sono locali che – contrariamente a quanto detto in un primo momento – sarebbero non di pertinenza della scuola ma di un esercizio commerciale, un grande magazzino, attiguo all’istituto scientifico. Non ci sono cartelli che indicano un pericolo. (ANSA).

Legambiente, scuole ancora bocciate per sicurezza edifici – Scuole ancora bocciate per la sicurezza dei loro edifici. Oltre il 60% degli immobili scolastici è stato costruito prima del 1974, data dell’entrata in vigore della normativa antisismica; il 37,6% necessita di interventi di manutenzione urgente; il 40% e’ privo del certificato di agibilità; il 38,4% si trova in aree a rischio sismico e il 60% non ha il certificato di prevenzione incendi. È quanto emerge dalla 14/a edizione di ‘Ecosistema scuola 2013’, il rapporto annuale di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 94 capoluoghi di provincia. Una fotografia dai toni chiaroscuri che mostra quanto sia urgente intervenire in questo settore. Poche le esperienze modello, con il Nord che guida la graduatoria della qualità dell’edilizia scolastica con Trento (1/a), Prato (2/a) e Piacenza (3/a). Indietro il sud che compare solo a metà classifica con Lecce (27/ma). Ma a fronte di investimenti che sembrano per la prima volta più consistenti, i dati confermano lo stallo in cui si trova la qualità del patrimonio dell’edilizia scolastica italiana. Gli unici importanti passi avanti riguardano l’efficienza energetica: al 2012 sono il 13,5% le scuole che utilizzano le fonti rinnovabili.

Cittadinanzattiva, chiarire le colpe – ”Sulla tragedia di Lecce chiediamo che si faccia piena luce per capire i livelli di responsabilità nell’accaduto”. Lo afferma in una nota Cittadinanzattiva che chiede di ”potenziare la destinazione dell’8 per mille all’edilizia scolastica”. L’associazione sottolinea che ”il 39% delle scuole italiane ha uno stato di manutenzione inadeguato e ogni anno le famiglie italiane versano circa 390 milioni di euro per ‘sostenere’ la scuola, attraverso i contributi volontari e la donazione di materiali di vario tipo, dalla carta igienica alle matite e pennarelli”. Di fronte a questi dati e a tragedie che continuano a ripetersi, ”chiediamo che si renda concreta l’opportunità per i cittadini di destinare parte dell’8 per mille di competenza statale per interventi di edilizia scolastica, come approvato nell’ultima legge di stabilità”.(ANSA)