Nocerina, mandato d’arresto per Citarella. Fondi neri dal calcio per tangenti a politici

giovanni citarellaGdf sulle tracce dell’imprenditore che insieme al fratello Christian (arresti anche per lui) è all’estero. Preso solo il cognato. Sequestrata società e beni per oltre 200 milioni

Salerno, 9 gennaio 2014 – Mandato d’arresto per Giovanni Citarella, il presidente della Nocerina, finito in una inchiesta su false fatturazioni nella gestione della società calcistica dell’agronocerino. L’imprenditore, però, non è stato ancora rintracciato dalla Finanza: non c’era nella sua villa di Nocera Inferiore e al momento si sono perse le tracce. Dovrebbe essere all’estero insieme al fratello Christian, anch’egli destinatario di un provvedimento di custodia cautelare. Al momento è stato arrestato soltanto il cognato di Citarella, Alfonso Faiella. I reati contestati sono intestazione fittizia di beni, fatture false ed evasione fiscale. Sequestrato il club rossonero e beni per oltre cento milioni di euro. L’inchiesta è solo un filone di una maxi indagine sui rapporti illeciti tra politica e imprenditoria. E, a seguito di alcune dichiarazioni durante gli interrogatori, è stato scoperto il giro di false fatturazioni.
SIGILLI – Tra i beni sequestrati ci sono le quote dell’hotel di Mercato San Severino dove va in ritiro la squadra e quelle di un albergo di Minori, sulla costa di Amalfi. Gli inquirenti ipotizzano pagamenti in nero di ingenti somme a calciatori professionisti militanti nella Nocerina e ad altri tesserati e dipendenti della società sportiva, tra cui allenatori e magazzinieri. Sequestrate anche quote pari al 42% del capitale sociale della Nocerina Calcio. Sono in tutto 54 le società sequestrate dalla Guardia di Finanza, di cui 28 del «Gruppo Citarella» e 25 intestate a presunti prestanomi. Complessivamente i sequestri hanno interessato 53 fabbricati, 6 terreni, 95 autoveicoli e motocicli, un’imbarcazione, somme di denaro giacenti su circa 150, tra conti correnti, libretti di deposito, e deposito titoli, per un ammontare di circa 200 milioni di euro. Infine è stato disposto il sequestro per equivalente ai fini tributari per circa 34 milioni di euro.

IL LEGALE – «E’ sereno e tranquillo, pronto soprattutto a collaborare. Tornera’ gia’ in giornata a casa. Avendo avuto in passato problemi con la certificazione antimafia nella aggiudicazione degli appalti Citarella ha sempre specificato all’autorita’ giudiziaria di non poter comparire come socio di una società» Lo spiega Adriano Bellacosa, uno dei legali di Giovanni Citarella. «Chiarira’ gia’ quello che in piu’ occasioni aveva avuto modo di dire agli inquirenti – aggiunge il suo avvocato difensore – mi ha detto che ha gia’ da tempo fornito una ricostruzione della vicenda alla magistratura e sara’ pronto a rifarlo ancora».

INDAGINI – L’inchiesta è partita da alcune dichiarazioni di un calciatore della Nocerina, Roberto Magliocco, che aveva ricevuto assegni dal club per quasi cinquantamila euro che non era riuscito ad incassare. Soldi, questi, che venivano pagati a nero. Con operazioni di questo tipo e altri fondi neri su false fatturazioni, Citarella aveva creato un sistema di accantonamento di soldi che poi venivano utilizzati per versare tangenti ai politici per ottenere appalti.

IL CASO – Ai tre destinatari del mandato d’arresto viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata alla emissione di fatture false ed al trasferimento fraudolento di valori. Secondo quanto appurato dalle indagini condotte dal pm della Procura di Nocera, Roberto Lenza, i fratelli Citarella e Faiella elargivano pagamenti in nero ai giocatori della squadra di calcio della Nocerina mediante la creazione di societa’ fittizie per evadere il fisco. In totale sono 136 i soggetti indagati per i reati tributari e di fittizia intestazione di beni e riciclaggio. Le indagini hanno dimostrato come Giovanni Citarella, amministratore unico della Nocerina Calcio, per evitare future possibili aggressioni patrimoniali, aveva effettuato intestazione fittizie di beni e quote societarie avvalendosi di soggetti nullatenenti anche di familiari. I Citarella avevano creato una fitta rete di societa’, molte delle quali intestate a clochard senza fissa dimora spesso irreperibili. I soldi in nero delle societa’, venivano utilizzati non solo per pagare i giocatori della squadra ma anche per elargire tangenti ai fine della aggiudicazione irregolare di appalti pubblici.

Angela Cappetta
Fonte: Corriere del Mezzogiorno