Evade dai domiciliari e tenta furto: gli scontano la pena perché era ‘fatto’

giustizia processoUna perizia disposta dal giudice ha dimostrato che per il “massiccio” e “protratto consumo di sostanze stupefacenti” assunte fin dall’adolescenza, l’imputato era semi infermo di mente

Milano, 10 gennaio 2014 – Era fatto, quindi non pienamente capace di intendere e di volere. Così un 35enne ha visto la propria pena per tentato furto “scontata” in tribunale. La sua intossicazione da sostanze stupefacenti è infatti stata considerata “cronica”, per questo ha meritato le attenuanti generiche e il conseguente sconto di pena. È il principio (previsto dagli articoli 88, 89 e 95 del codice penale) ma di rara applicazione che è stato riconosciuto a un tossicodipendente di 35 anni accusato di un tentativo di furto commesso evadendo dagli arresti domiciliari lo scorso marzo.

Una perizia disposta dal giudice ha dimostrato che per il “massiccio” e “protratto consumo di sostanze stupefacenti” assunte fin dall’adolescenza, l’imputato è una persona “affetta da dipendenza e da “intossicazione cronica”. Per questo era semi infermo di mente al momento del fatto e gli van concesse le generiche. Addirittura, ma non è questo il caso, se il vizio di mente fosse stato ritenuto “totale” e non solo “parziale”, l’uomo non sarebbe potuto essere processato. Invece ê stato condannato a un anno e 4 mesi di reclusione, oltre a 400 euro di multa, quando la pena iniziale era di due anni di carcere e 600 euro di multa.

Fonte: Il Giorno