Incinta al 9° mese uccisa e bruciata: ex amante del marito picchiata in carcere

Da sinistra l'amante Giovanna Purpura, Salvatore Savalli e la vittima Maria Anastasi
Da sinistra l’amante Giovanna Purpura, Salvatore Savalli e la vittima Maria Anastasi

Trapani, 9 gennaio 2014 – Giovanna Purpura, la donna imputata insieme al suo ex amante, Salvatore Savalli, dell’omicidio della moglie di lui, Maria Anastasi, assassinata al nono mese di gravidanza e bruciata nelle campagne trapanesi il 4 luglio 2012, sarebbe stata aggredita nel carcere San Giuliano di Trapani, dov’e’ attualmente reclusa, da una detenuta romena. Il legale dell’imputata, Elisa Demma, ha presentato una denuncia e la Procura della Repubblica di Trapani ha aperto un fascicolo d’indagine. “Abbiamo richiesto il trasferimento d’urgenza della mia assistita in un’altra struttura -ha detto l’avvocato- ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. L’episodio risalirebbe a quest’estate, ma la circostanza e’ emersa solo oggi all’udienza del processo, ripreso davanti alla Corte d’Assise di Trapani.
Stamattina e’ stata ascoltata la sorella dell’imputata, Laura Purpura, la quale ha riferito di presunti maltrattamenti subiti in passato da Giovanna da parte di un ex convivente, prima della relazione con Savalli. Al termine dell’udienza, Giovanna Purpura, in lacrime, ha potuto riabbracciare la madre per qualche minuto. Il processo riprendera’ il prossimo 7 febbraio con l’audizione degli ultimi testi dell’accusa e della parte civile. L’esame degli imputati e’ previsto invece per il 13 febbraio. (AGI) .