”Io, violentata dal branco perché ho lasciato il mio fidanzato”, 3 indagati

violenza sessuale1La Procura ha indagato un minore e due 18enni. La ragazza ha raccontato di aver subito gli abusi per aver interrotto la relazione. Sarebbe stata immobilizzata e filmata mentre veniva abusata

Varese, 10 gennaio 2014 – Non si rassegnava alla fine di una breve relazione sentimentale e avrebbe deciso di vendicarsi della ex, una 15enne, violentandola insieme con due giovani da poco maggiorenni. Il ragazzo, 17 anni, e i due amici sono indagati dalla Procura di Busto Arsizio per violenza sessuale di gruppo. A denunciare l’episodio avvenuto nel parco di un museo a Busto Arsizio, in provincia di Varese, e i cui contorni sono ancora da chiarire, è stata la ragazzina. Sono ora in corso gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dal pm Pasquale Addesso, per verificare l’attendibilità del racconto della vittima e ricostruire la vicenda.

La studentessa ha anche riferito che il branco avrebbe ripreso lo stupro con un telefono cellulare, forse con l’obiettivo di ricattarla o pubblicare le immagini sui social network. Per questo i carabinieri hanno sequestrato i computer e il materiale informatico dei tre giovani in cerca di un filmato che finora non è stato rinvenuto. Sulla vicenda, avvenuta alcuni giorni prima di Natale ma emersa solo ora, gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. La vittima ha raccontato di aver subito gli abusi perché avrebbe deciso di interrompere la relazione con il 17enne, fratello di una compagna di classe. Così il giovane, dopo aver cercato inutilmente di riallacciare il rapporto, avrebbe deciso di vendicarsi attirando la ragazzina in una trappola.

Secondo quanto ha riferito la vittima, il ragazzo si è presentato a un appuntamento serale nel parco del Museo del tessile in via Volta, nel centro di Busto Arsizio, accompagnato da due amici che hanno compiuto da poco i 18 anni. La 15enne sarebbe stata aggredita, immobilizzata e violentata a turno dai tre giovani, che avrebbero anche filmato la scena con il telefono cellulare. A quell’ora il parco era deserto e nessuno si sarebbe accorto di quanto
stava accadendo.

Dopo alcuni giorni la ragazzina ha deciso di raccontare ai genitori la vicenda, della quale si sta occupando anche il tribunale per i minorenni, e di sporgere denuncia contro i tre coetanei. Gli investigatori stanno analizzando il materiale informatico sequestrato alla ricerca del filmato dello stupro, forse già cancellato dai telefoni cellulari, che potrebbe essere un elemento chiave per fare chiarezza e accertare le responsabilità degli indagati.

Fonte: La Repubblica