Luca Delfino, nuovo maxi sconto: ”Può uscire tra un anno”

luca delfinoLa svuotacarceri retroattiva gli ‘regala’ altri dodici mesi. Decisive anche una perizia psichiatrica e la terapia farmacologica. Potrà chiedere permessi

Genova, 9 gennaio 2014 – Dopo essersi convertito a Dio, e aver augurato «buon funerale» ai giornalisti che per anni ne hanno seguito i processi, ha deciso, nell’ordine: di accettare con regolarità i calmanti che in carcere gli danno per tranquillizzare sonni evidentemente agitati; di diventare un ragioniere e di sottoporsi a una perizia psichiatrica nuova di zecca, che potrebbero trasformarlo – perlomeno sulla carta – in una persona magari più lucida di quella che massacrò con quaranta coltellate un’ex fidanzata.  O che, pochi mesi prima, era stata sospettato di aver sgozzato un’altra ragazza, sebbene il processo abbia detto che non era lui il colpevole. Tutto fieno in cascina messo da Luca Delfino, killer di Maria Antonia Multari a Sanremo nell’agosto 2007 e presunto assassino, poi scagionato per insufficienza di prove, di Luciana Biggi a Genova nel marzo 2006.  Finché non è arrivata la manna del decreto svuotacarceri , che gli regalerà un anno abbondante di sconto e la possibilità – stavolta matematica, non solo dettata da un passaparola allarmato e però infondato – di uscire durante il giorno già nel 2015, magari per andare a lavorare in un posto trovato dai suoi legali.  Perché, a sette anni dal delitto da cui è nata la legge sullo stalking (Delfino era già indagato per la morte di Luciana Biggi, quando uccise la Multari, ma a piede libero poiché la polizia non aveva trovato prove sufficienti, ndr) si spalancano le porte d’una liberazione – sul piano tecnico – impensabile fino a poco tempo fa?  L’assist principale arriva dalla svuotacarceri appunto, provvedimento voluto dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, che incrementa parecchio il peso specifico della buona condotta con valore retroattivo. Quindi: mentre in passato, rigando dritto in galera, si ottenevano tre mesi di sconto ogni anno, adesso quel bonus passa a cinque.  E va conteggiato pure il periodo trascorso (eventualmente) dietro le sbarre dall’1 gennaio 2010, fino a tutto il 2015. Risultato: siccome Delfino è in cella dall’estate 2007, e ci starà per l’intero 2014 e (almeno) per un pezzo di 2015, gli viene decurtato un altro annetto, oltre a ciò che gli era già stato sottratto, sempre per la buona condotta ma secondo la vecchia interpretazione.  A quel punto, sommando gli otto anni che avrà scontato in modo effettivo, e i quasi tre di bonus che gli spetteranno mescolando vecchia e nuova norma, l’ex barista di Serra Riccò si troverà nell’estate del prossimo anno avendo formalmente estinto più di metà della sua pena complessiva, ovvero quasi vent’anni che si raggiungono sommando l’omicidio (16 anni e otto mesi) e una ricettazione precedente (due anni e mezzo circa).

Matteo Indice
Fonte: Il Secolo XIX