Studenti fumano in bagno, il preside toglie le porte

fumo scuola1Ragazzi infuriati: ”Violata la privacy”

Savona 9 gennaio 2014 – All’Itis come all’autogrill: bagni senza porte per contrastare il fumo tra gli studenti. È questa la soluzione che il preside di un istituto tecnico cittadino, il Ferraris Pancaldo, ha adottato come strategia per contrastare il fenomeno della sigaretta a scuola, da quest’anno severamente vietata dalla legge, con tanto di circolare ministeriale, anche nei locali a cielo aperto degli istituti.

Da qui la decisione: via le porte dai singoli servizi rendendo visibile il momento privato, pur di contrastare un fenomeno che, a detta degli stessi ragazzi, aveva superato i limiti con cappe di fumo nei servizi igienici dei vari piani. Ma la decisione del preside savonese Alessandro Gozzi, in perfetto stile “Full Metal Jacket”, non è piaciuta agli studenti che, al ritorno dalle vacanze di Natale, si sono trovati la bella sorpresa: addio alle porte e anche alla privacy.

C’è persino chi ha gridato al sessismo capovolto: le ragazze, che costituiscono una percentuale minima nella scuola, hanno accesso ai servizi dei professori, con tanto di chiave. Per i maschi, servizi igienici come all’autogrill, aperti e visibili. Senza rispettare, secondo i diretti interessati, la tutela dei ragazzi contando che, almeno sino alla terza, si tratta di minorenni. Così, la risposta non è tardata. Giusto il tempo, il giorno dopo il ritorno in aula dalle vacanze, di prendere atto della situazione, di consultarsi e di partire con la controffensiva.

«Non accettiamo questa situazione – dice il rappresentante d’Istituto, Michael Beretta – la scuola è un luogo pubblico e deve tutelare i suoi ragazzi. Nei corridoi siamo increduli. A tutti i piani, i pochi bagni funzionanti, non più della metà, sono completamente privi di porte. Infissi solo per i bagni dei docenti. Stanno valutando una soluzione con una “postazione” a piano dotata di porta, a cui sia possibile accedere per evenienze particolari. Una soluzione che mai avremmo pensato sarebbe stata realmente attuata».

Anche se, ricorda il rappresentante d’Istituto, il tema del fumo a scuola era stato dibattuto nel Comitato studentesco a fine dello scorso novembre. «Nell’occasione – dice Beretta – la dirigenza della scuola aveva manifestato grande preoccupazione per il problema del fumo nei bagni paventando l’asporto delle chiusure. Nessuno, però, aveva preso sul serio l’idea. Sino a che, di ritorno dalle feste natalizie, abbiamo preso atto de visu della novità».

Una decisione, quella del dirigente savonese che ha scelto di non intervenire sull’argomento, probabilmente dettata da più motivazioni: in primis l’inasprimento della legislatura che, da quest’anno, è severissima sul fumo nelle scuole, tanto da prevedere l’applicazione di sanzioni sui ragazzi che fumino anche nelle aree a cielo aperto se di proprietà dell’istituto: cortili, porticati, giardini. A far perdere la pazienza al preside, probabilmente, la crescita spropositata del fenomeno.

«Non lo possiamo nascondere – dice il rappresentante Michael Beretta – su 1.200 studenti a fumare è quasi il 70 per cento. Sino a che si poteva scappare in cortile la situazione era gestibile, ma con i nuovi divieti il bagno è diventato il rifugio per fumare di nascosto. Pertanto, che un intervento severo fosse necessario lo sapevamo. Non accettiamo, però, un simile passo che, siamo convinti, sia irrispettoso nei nostri riguardi».

Una vera umiliazione, secondo Beretta. «Non accettiamo la prevaricazione di un diritto alla privacy – aggiunge. – Non siamo all’autogrill o in caserma, bensì a scuola. Abbiamo diritto di usufruire del bagno senza essere visti. Si tratta di una vera e propria violazione che tocca dei minorenni. Una situazione che denunciamo ad alta voce sperando che il preside si confronti con noi e trovi altre soluzioni».

Intanto, già ieri, i ragazzi si sono rivolti al Responsabile della sicurezza del Ferraris Pancaldo chiedendo di installare, temporaneamente, delle porte a soffietto per avere un minimo di isolamento e riparo. «Vedremo se, almeno questo, ci verrà concesso», il commento. La battaglia è solo all’inizio, ma la posta in gioco è alta. E va ben oltre la disputa sul fumo o sulle porte del bagno, toccando un tema più importante e delicato: il dialogo coi ragazzi. Sempre più urgente, sempre più carente. Anche nelle scuole.

Silvia Campese
Fonte: Il Secolo XIX