17enne ucciso: caccia al killer,si temono vendette

carabinieri blitz1Roma, 11 gennaio 2014 –  Trovare il killer del ragazzo di 17 anni ferito a morte tre giorni fa con due colpi di pistola alla testa in una strada di Tor Bella Monaca, a Roma. Ma anche evitare una faida tra piccoli gruppi di spacciatori dopo l’agguato al giovane, figlio di un ex trafficante di droga ed egli stesso con precedenti per spaccio. Sono gli obiettivi dei carabinieri, che stanno stringendo la morsa intorno alla periferia sud-est della Capitale: nelle ultime 24 ore i militari sono stati impegnati in controlli a tappeto, che hanno portato all’arresto di nove persone, quasi tutti pusher. Dopo la morte del giovane ieri in ospedale, il rischio potrebbe ora essere quello di ritorsioni o vendette legate a un episodio – sembra ormai certo – di regolamento di conti tra bande di spacciatori. Il bilancio complessivo dell’operazione portata a termine dai carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Frascati e della stazione di Tor Bella Monaca e’ di sette romani tra i 30 ed i 44 anni, un serbo e un algerino finiti in manette. I militari hanno effettuato posti di controllo sulle principali strade di comunicazione del quartiere al fine di contrastare vari reati, primo tra tutti lo spaccio di droga. Sul fronte delle indagini per l’omicidio del 17enne sono in corso accertamenti su un’automobile che alcuni testimoni avrebbero visto fuggire subito dopo l’agguato al ragazzo. I carabinieri hanno passato al setaccio le immagini riprese dalle telecamere della zona, dalle quali sono emersi elementi utili per rintracciare la macchina dei presunti aggressori. Sul posto, in via Villabate, erano state trovate anche due dosi di cocaina e non e’ ancora chiaro se appartenessero al giovane. Anche il cellulare del ragazzo non sarebbe stato ritrovato. Quanto alle cause dell’agguato, l’ipotesi principale e’ che la vittima stesse contrattando una partita di droga con qualcuno, ma ne sarebbe nata una violenta lite, forse per questioni di denaro. Pare tramontare invece l’ipotesi di una ritorsione nei confronti del padre del ragazzo, un piccolo trafficante di stupefacenti che si trova in carcere.(di Lorenzo Attianese) (ANSA)