Suora di 32 anni partorisce bimbo all’ospedale: si chiamerà Francesco

suora1Trasportata al pronto soccorso dal 118, chiamato dalle consorelle preoccupate per i forti dolori al ventre

Rieti, 17 gennaio 2014 – Una suora di 32 anni originaria di El Salvador, martedì notte ha partorito un bimbo all’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti. Secondo quanto confermato da fonti sanitarie, è stata trasportata al pronto soccorso dal 118, chiamato dalle consorelle preoccupate per i forti dolori al ventre accusati dalla donna.

LE DOGLIE – Giunta all’ospedale reatino i medici hanno confermato la diagnosi formulata dall’equipaggio dell’autoambulanza che, da subito, prestando le prime cure alla suora, aveva sospettato una gravidanza. «Non sapevo di essere incinta, avevo solo un forte mal di pancia» ha riferito ai primi soccorritori la suora. Mentre le consorelle, convinte che si trattasse di un mal di pancia, una volta appurato che la suora aveva le doglie sono rimaste esterrefatte: «Com’è possibile? Non potevamo immaginare una cosa simile».

BOCCHE CUCITE – Poco ore dopo il ricovero la religiosa, che risiede in un convento del capoluogo sabino, ha messo al mondo un maschietto di 3 chili e mezzo. Il parto, naturale, è avvenuto nel più stretto riserbo garantendo alla suora un posto letto lontano da occhi indiscreti, ma la notizia è comunque trapelata.

I PRIMI VESTITINI – Alcune mamme partorienti del reparto di ostetricia del San Camillo hanno fatto una colletta e hanno comprato i primi vestitini necessari per il bambino, dal momento che la suora non aveva nulla con sé. Al bambino è stato dato il nome di Francesco, di secondo nome Sandrino.
Rieti è al centro di una pianura devota a San Francesco e chiamata valle santa per i quattro santuari posti agli angoli della zona. Qui San Francesco fece il primo presepe della storia e sempre in questa zona fu operato agli occhi. Meta di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, sulle orme del Cammino di Santiago, il Cammino di Francesco è un itinerario di 70 chilometri che unisce i quattro luoghi santi.

DON FABRIZIO: PRIMA DI TUTTO IL BIMBO – «Si assumerà tutte le responsabilità di mamma» ha assicurato il parroco della parrocchia Regina Pacis di Rieti, don Fabrizio Borrello, pur non nascondendo lo «sconvolgimento» della comunità di 40 mila abitanti. «Da quello che ho potuto capire – afferma don Fabrizio – la suora si occuperà del suo bimbo.
In paese è tutto un parlare della religiosa originaria di San Salvador. «Qualcuno – racconta il parroco – ha ipotizzato che di recente la sorella fosse tornata nel suo paese natale». Il convento dove è di stanza la suora, spiega ancora don Fabrizio, funziona da casa di riposo per donne anziane. «Le suore, tutte di una certa età, sono sconvolte», ammette il parroco che spiega che in Paese «non si parla d’altro. E sarà così a lungo». Il sacerdote che conosce bene le sue anime si è fatto un’idea precisa di ciò che è accaduto: «queste suore che arrivano da paesi molto poveri entrano in monastero un po’ sprovvedute. Pare che la suora non si sia mai confidata con nessuno e ho la netta sensazione che fosse veramente ignara di essere incinta». Il sacerdote pone l’attenzione sulla nuova vita: «il bimbo che ha dato alla luce è una creatura di Dio, rispetto per la vita umana. Il Papa per primo ci ricorda che, al di là degli errori, la dignità delle persone va rispettata». Il vescovo di Rieti Delio Lucarelli comunque – attraverso il suo portavoce – ha suggerito alla suora di abbandonare l’ordine e affrontare la nuova vita secolare.

RIETI, IL VERDE E L’ACQUA – Rieti è una piccola città a circa 60 chilometri a est di Roma. Posta all’altezza di 400 metri, ai piedi del Monte Terminillo, Rieti definita anche Umbilicus Italiae (centro d’Italia). Fu fondata dai Sabini e poi conquistata dai romani nel 290 a. C. con il console Mario Curio Dentato che fece deviare il corso del fiume Velino – che attraversa la città e prosegue in Umbria – dando vita alla più grande cascata d’Europa: la cascata delle Marmore. Una pianura fertilissima e molto agricola, di lunga tradizione di conventi, frati novizi, francescani e padri cappuccini.

Manuela Pelati e Valerio Vecchiarelli
Fonte: Corriere della Sera