Il prete abusa di una minore, il vescovo chiede perdono alla comunità

prete1Termoli, 17 gennaio 2014 – Un prete della Diocesi di Termoli-Larino ha abusato sessualmente di una ragazza, all’epoca dei fatti minorenne. Come spiega in una nota la Diocesi, il vescovo, Gianfranco De Luca, “nei colloqui intercorsi con la minore e i familiari, ha in modi diversi e a più riprese, espresso il dolore e chiesto perdono per l’accaduto”.

Oggi pomeriggio e domani pomeriggio, dalle ore 16.00 in poi, il vescovo è nella chiesa parrocchiale di Portocannone a disposizione di ogni cittadino di Portocannone che voglia parlare con lui, anche perché avverte che ora il trauma coinvolge la stessa comunità della cittadina. “La denuncia è sicuramente gravissima, ci addolora e ci sconcerta profondamente – sottolinea in una nota la diocesi di Termoli-Larino – Nel prendere atto della denuncia e della sua verosimiglianza, abbiamo usato tutta le rapidità e la determinazione necessarie sia nell’allontanare il presbitero dal luogo del proprio ministero, sia nel farci vicino alla minore che risultava profondamente scossa dall’esperienza vissuta”.

Il vescovo ha cercato “di salvaguardare la persona della minore esortandola, fin dal primo incontro, a esporre denuncia per l’accaduto invitandola a restare serena e a rimanere in tutte le attività parrocchiali e non, nelle quali era coinvolta, assistendola perché iniziasse un percorso di sostegno psicologico”.

“Siamo in attesa della sentenza del Tribunale ecclesiastico diocesano che il vescovo ha nominato per il caso – fa sapere la Diocesi – E di quella del procedimento civile, del quale ad oggi, solo grazie ai media, risulta l’esistenza non essendo ancora pervenuto alcun avviso di reato, all’interessato. Tuttavia si tratta di due procedimenti separati e distinti e, nel rispetto dei modi e dei tempi di ciascuno di essi, confidiamo pienamente nel percorso della giustizia sia canonica che civile circa l’accertamento della verità e delle responsabilità. Ricordiamo che fino alla eventuale condanna c’è la presunzione d’innocenza”.

Il vescovo “in totale chiarezza di coscienza, è arrivato alla determinazione che sussistendo delle verosimiglianze circa le accuse, ha allontanato immediatamente dalla parrocchia e da ogni altra attività pastorale il chierico, proponendogli di vivere in una comunità di sostegno e accompagnamento, il tutto accettato dal chierico e l’ha deferito direttamente alla Congregazione della Dottrina della Fede, secondo le norme”. Inoltre, il vescovo “ha sospeso ‘a divinis’ il chierico, provvedimento grave che proibisce ogni azione di ministero sacerdotale, compresa la celebrazione della messa”.

“Sono fortemente preoccupato – sottolinea il vescovo – perché non vorrei che da quanto accade in questi giorni venga ulteriormente vilipesa e offesa la persona e la dignità della ragazza che è da salvaguardare e rispettare in modo assoluto, senza riserve ed illazioni”. (Adnkronos)