Bergamo: spray al peperoncino per la Polizia locale, ”Ora i manganelli”

polizia locale manganelloVia libera dopo l’ok del ministero dell’Interno

Bergamo, 19 gennaio 2014 – Gli agenti della polizia locale di Bergamo avranno presto a disposizione 70 «spray balistici», per difendersi da eventuali aggressori. Per l’acquisto, fatto a dicembre, l’area delle risorse finanziarie di Palafrizzoni ha previsto una copertura di 4.697 euro: questo significa che ogni spray costa al Comune circa 67 euro. «Confermo l’acquisto – dice l’assessore alla Sicurezza Massimo Bandera – e anche l’intenzione di aumentare da subito la dotazione dei nostri agenti. Ho chiesto che venissero dati alla polizia locale gli spray perché i vigili possano operare meglio sul territorio e pure per garantirgli maggior sicurezza. Credo sia giusto che gli agenti vengano attrezzati in modo adeguato per fronteggiare qualsiasi situazione».

Era stata una nota del ministero dell’Interno, a settembre del 2012, a chiarire che gli spray anti aggressione possono essere usati anche dalla polizia locale, purché questi aggeggi abbiano determinati requisiti: per esempio, devono contenere una miscela non superiore a 20 millilitri e avere specifiche quantità di prodotti irritanti naturali. Non possono poi avere una gittata superiore a tre metri e devono essere completi di un sistema di sicurezza contro le attivazioni accidentali. «La nuova disciplina – dice l’assessore Bandera – ha indotto l’amministrazione comunale ad acquisire questi prodotti per la polizia locale». A differenza, però, di quanto è già avvenuto in altre città, gli agenti bergamaschi non dovranno seguire un corso di formazione prima di usarli. «Perché non è necessario – dice l’assessore Bandera -. I nostri agenti utilizzeranno una tipologia di spray che non prevede una formazione prima dell’utilizzo». Sul sito del Comune, la determina che indica l’acquisto delle 70 bombolette tramite procedura negoziata si limita solo a parlare di «spray balistici», senza fornirne indicazioni tecniche.

«I nostri agenti – dice l’assessore alla Sicurezza – utilizzeranno spray che non sono equiparati alle armi: si tratta degli stessi strumenti disponibili in commercio anche per i cittadini». All’inizio del 2012, l’amministrazione comunale aveva già speso 9.950 euro per l’acquisto di 100 bombolette, che non sono mai state consegnate ai vigili. L’acquisto aveva sollevato polemiche tra le minoranze: un’interpellanza del consigliere del Patto Civico Simone Paganoni sollevava perplessità sul costo degli spray, quasi 100 euro ognuno. L’allora assessore alla Sicurezza Cristian Invernizzi, oggi deputato, aveva spiegato che l’amministrazione non aveva intenzione di lesinare risorse utili a garantire l’incolumità dei propri operatori. Quelle bombolette non sono però state mai consegnate ai vigili. «È in corso un contenzioso con la ditta che ce le aveva consegnate perché la fornitura non era regolare – dice Bandera -. In attesa di capire se possono essere sostituite, ne abbiamo comprate altre, ma di tipo diverso e anche meno costose». Sul nuovo acquisto del Comune, il capogruppo del Pd Sergio Gandi dice: «Lo spray è utile per la difesa degli agenti, ma non risolve il problema dei furti a Bergamo. È il solito palliativo propagandistico: meglio sarebbe affrontare il problema della sicurezza alla radice, convocando per esempio il Comitato per l’ordine e la sicurezza».

E Fausto Amorino, di Sel, aggiunge: «Se gli agenti ritengono gli spray utili, si possono anche comprare. Purché vengano usati soltanto come mezzo di difesa e non come offesa». Oltre agli spray, l’amministrazione vorrebbe dotare la polizia locale anche delle mazzette di segnalazione, cioè i manganelli. «A settembre il sindaco Franco Tentorio ha scritto una lettera al ministro dell’Interno Angelino Alfano per chiedergli il permesso per dare alla polizia locale le mazzette di segnalazione, ma non abbiamo ancora avuto la risposta – dice Bandera -. Il ministro dell’Interno è stato sollecitato, su questo argomento, anche dal senatore Giacomo Stucchi, con un’interpellanza. Stiamo poi aspettando – aggiunge l’assessore – di poter avere un incontro con il prefetto Francesca Ferrandino, per chiederle di autorizzare questi strumenti, usati dagli agenti di altre città, come Brescia, Venezia e Torino».

Silvia Seminati
Fonte: Corriere della Sera