Facevano affari sui feriti in incidenti stradali: 20 carabinieri nei guai

carabinieri5Bergamo, 18 gennaio 2014 – Ci sono anche venti carabinieri, appartenenti, all’epoca dei fatti contestati, principalmente alla Compagnia di Zogno e in misura minore a quella di Bergamo e alla Tenenza di Seriate, fra i 43 indagati della maxi inchiesta condotta dal pm Franco Bettini su una presunta serie di reati che vanno dalla corruzione alla truffa, dalla rivelazione di segreti d’ufficio all’omessa denuncia e al peculato. L’indagine, che è terminata nei giorni scorsi con la richiesta di rinvio a giudizio di tutti gli imputati, era iniziata nel 2009, quando alcuni automobilisti rimasti feriti in incidente stradale erano stati contattati da alcuni emissari di agenzie per il recupero degli indennizzi.

Come facevano queste persone ad avere i loro dati anagrafici? Qualcuno, indignato per la violazione della privacy, presentò denuncia alla Procura di Bergamo. Gli investigatori scoprirono così una presunta rete di infermieri in sei ospedali della Bergamasca (Riuniti e Gavazzeni di Bergamo, Seriate, Alzano, Treviglio, Ponte San Pietro) che, dietro pagamento, secondo le contestazioni, fornivano le informazioni sui pazienti in particolare ad una agenzia specializzata in recupero indennizzi, la Cis di via Palaeocapa, a Bergamo. La Cis era in contatto con un’agenzia di investigazioni, il “Centro investigativo orobico” di Brembate Sopra, che a sua volta intratteneva rapporti informali con alcuni carabinieri di Zogno.

E così l’inchiesta si è allargata agli uomini dell’Arma. Diverse le irregolarità contestate ai militari: sparizione di soldi durante i sequestri; false annotazioni di servizio con straordinari e indennità non dovuti; patenti di guida risparmiate alle omesse denunce; investigazioni private a pagamento per conto di amici; utilizzo delle auto di servizio per scopi personali. Il nome più illustre fra quelli dei militari coinvolti, è quello del capitano Filippo Bentivogli, ex comandante dei carabinieri di Zogno. L’ufficiale conviveva con Silvana Sonzogni, imprenditrice di Zogno che figurava tra gli indagati e che si è tolta la vita nella sua casa l’11 novembre 2012.

Michele Andreucci
Fonte Il Giorno