Uccide il fidanzato con una coltellata: “Sono incinta, non voleva sposarmi”

norinda bimporgModena, 18 gennaio 2014 – In strada scende una ragazza di colore, minuta, vestita con una sola maglietta. Raggiunge, nel freddo e tra la pioggia, lo spiazzo tra le ex fonderie e la torre dell’acquedotto, di fronte alla parrocchia di Santa Caterina. Pochi passi, getta per terra, vicino ad una pianta, un coltellaccio da cucina insanguinato. Poi resta lì, piange, urla, si dispera nella sua lingua africana, cammina, si inginocchia, si rialza. La sua rabbia, nata come sembra dalla passione, dalla gelosia, è come evaporata.
Norinda Bimpong ha ventidue anni, è ghanese, non lo sa ancora ma ha appena ucciso un uomo di trent’anni, il suo ragazzo con il quale ha una relazione da non tanto tempo, forse da neanche tre mesi. Pensa che sia soltanto ferito, che sia caduto per terra per quella coltellata che gli ha inferto al torace ma non dalla parte del cuore, sulla destra.
Ma sulla rampa di scale che ormai sottende al pianerottolo del primo piano Patrick, o meglio Hennah Terry Manu, ghanese pure lui, è sdraiato, schiena terra, indossa il cappotto. Lo sguardo è ormai nel vuoto. I vicini di casa, accorsi a causa delle urla, della grande confusione che aveva avvolto tutta la palazzina di tre piani, vedono che si muove a malapena, come se tremasse. La signora Rosa, che si è precipitata al primo piano per prima, capisce che è questione di istanti, che se si può fare qualcosa allora è davvero questione di pochi minuti. E chiama il 118. L’allarme è per un ferito grave, molto grave. Stessa segnalazione viene immediatamente girata alle forze dell’ordine, ai carabinieri in questo caso per competenza. Ma quando arriva l’ambulanza Patrick è già spirato. Il giovane non respira più, non è in un lago di sangue, come si potrebbe supporre. Segno che la lama del coltello da cucina è entrata in profondità e che quindi quell’unico colpo ha avuto un effetto da subito devastante, micidiale. Arrivano i carabinieri che iniziano a delimitare l’area del delitto e che raccolgono il coltello dell’omicidio.
Fuori Norinda non riesce a capacitarsi, non urla più, si “consegna” ai carabinieri, sale su una Gazzella per raggiungere la caserma dei militari dell’Arma e si allontana dalla casa. L’arresto per omicidio, diranno i carabinieri, è in flagranza di reato. Che cosa è accaduto, perchè si è arrivati a tanto? Colpa della gelosia. Una morbosa gelosia che, come la ragazza ha raccontato durante l’interrogatorio, Patrick nutriva per lei tanto da segregarla, tanto da averla già picchiata più volte. «Mi teneva segregata- ha detto ai carabinieri una volta in caserma- mi chiudeva a chiave. E quando gli ho chuiesto di sposarmi ha tirato fuori che aveva già un’ altra relazione con un figlio. Ciononostante io dovevo essere solo sua». Ed erano solo due mesi che stavano insieme.
La ventiduenne infatti è in Italia da poco con permesso di soggiorno non di lavoro ma di ricongiungimento familiare. Dal Ghana a Rubiera, dove abita e dove vivono i suoi parenti, dove c’è il suo nucleo familiare. In via Mar Ionio, al civico nove, al primo piano abitava la nonna, Cécile. Norinda, che ancora pare non avesse trovato una occupazione fissa, andava spesso a trovarla e da qualche tempo, da quando la nonna è tornata in Ghana, pare si fosse stabilita in quell’appartamento.
Qui ha conosciuto Patrick, quell’aitante 26enne ghanese che sarebbe poi diventato il suo ragazzo. Patrick infatti abita al piano di sopra, al secondo. Vive in Italia da una decina di anni, è sempre stato in regola. Il suo lavoro è quello di facchino, è attivo in una cooperativa di servizi di facchinaggio che ha sede a Campogalliano e per la quale, recentemente, svolge lavoro nelle ore notturne. Ieri mattina, verso le 11.30, Patrick era a casa e sarebbe andato a lavorare di sera. Viene da considerare che stesse uscendo, visto che è stato trovato con il cappotto indossato, quando ha avuto un diverbio con la sua giovane fidanzata.
Dapprima sul pianerottolo, dove pare lui avesse visto un amico di Norinda, poi in casa dalla nonna: qui il litigio si è poi spostato ancora sul pianerottolo sino al colpo mortale. I i residenti hanno sentito una grande confusione provenire dalle scale.
Chi ieri mattina verso mezzogiorno si trovava in casa è andato sulle scale attirato dal litigio, da quelle grida. Parte la coltellata, Patrick cade tra le scale e il pianerottolo e muore dopo poco. Norinda è ora in carcere in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

Stefano Totaro
Fonte: Gazzetta di Modena