Falso infermiere scoperto e denunciato

Foto: archivio
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Per sei mesi ha lavorato come capo in una residenza per anziani. Indaga la Procura

Modena, 20 gennaio 2014 – Per sei mesi ha lavorato come capo degli infermieri alla residenza per anziani “Gasparini” , ma non aveva alcun titolo per farlo e, soprattutto, era recidivo, in quanto già condannato per avere lavorato come infermiere in altre strutture in giro per l’Italia, senza averne i requisiti. Ma, per la serie “incredibile ma vero”, il suo lavoro è stato pressoché ineccepibile, tanto che era stimato da colleghi, pazienti e parenti dei pazienti. Quando si è saputo del fatto, naturalmente, è stato licenziato in tronco e, su di lui, pende una denuncia presso la Procura della Repubblica. In estrema sintesi, è questa la vicenda che ha visto protagonista Marco Foggia, un 35enne originario di Cosenza, che è riuscito a raggirare da giugno a dicembre 2013 anche la casa protetta di Vignola, dopo avere raggirato con metodi molto simili altre realtà in Italia. Merito della casa protetta vignolese, è stato quello di avere scoperto la cosa internamente e di avere subito denunciato il fatto, favorendo così il suo licenziamento in tronco per giusta causa, dal momento che Foggia era dipendente di un’agenzia di lavoro interinale. A illustrare meglio i dettagli di questa situazione al limite dell’assurdo è lo stesso Marco Franchini, presidente dell’Asp (azienda per i servizi alla persona) di Vignola, cui fa riferimento la casa protetta vignolese. «Innanzitutto è bene precisare – spiega Franchini – che questa persona non è mai stata un dipendente della Casa Protetta di Vignola, bensì dell’agenzia interinale cui ci eravamo rivolti (la Oasi, ndr) in questa fase di riorganizzazione del personale infermieristico. Da qualche tempo, infatti, stiamo portando avanti grandi progetti per la Casa Protetta di Vignola e, all’interno di tali progetti, rientra anche la riorganizzazione degli infermieri, che a livello retributivo rimangono in carico all’Ausl, ma a livello di gestione saranno in carico all’Asp di Vignola. In questa delicata fase, com’è naturale, ci siamo rivolti a un’agenzia interinale, che ci ha mandato una figura che sembrava avere tutti i requisiti in regola per svolgere la funzione che gli era stata affidata a tempo determinato. Il suo lavoro è stato peraltro ineccepibile e nessuno si è mai lamentato; anzi, era stimato da colleghi, pazienti e parenti dei pazienti. Poi, da voci di corridoio, il 21 dicembre scorso abbiamo imparato per caso che questo Foggia sembra non essere iscritto all’Ordine degli Infermieri. Abbiamo quindi contattato subito l’agenzia di lavoro interinale e abbiamo denunciato il fatto alla Procura».

Marco Pederzoli
Fonte: Gazzetta di Modena