Palpeggiava ragazzine nei bagni della scuola: bidello chiede perizia psichiatrica, ma il giudice lo manda a processo

abusi minori1Monza, 20 gennaio 2014 – Voleva una perizia psichiatrica e il processo con il rito abbreviato, invece il giudice l’ha mandato al processo. E’ stato rinviato a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Monza Giovanni Gerosa il bidello di una scuola elementare di Vimercate accusato di avere palpeggiato alcune piccole alunne nei bagni scolastici. L’uomo, 65 anni, che era stato arrestato dai carabinieri nel febbraio scorso e che ora si trova agli arresti domiciliari, sarà processato il 28 marzo dai giudici del Tribunale di Monza per violenza sessuale aggravata.

Cinque le piccole presunte vittime di età compresa tra gli 8 e i 9 anni, i cui genitori si sono costituiti parti civili contro il bidello per ottenere un risarcimento dei danni. I difensori dell’imputato hanno presentato una perizia psichiatrica di parte secondo cui l’uomo, che nel 1971 finì in carcere per avere abusato sessualmente di una dodicenne all’interno di una chiesa in Calabria e otto anni fa riuscì a farsi assumere nella scuola elementare vimercatese presentando un’autocertificazione fasulla che mentiva sulla presenza a suo carico di precedenti penali, poteva risultare almeno parzialmente incapace di intendere e di volere all’epoca dei fatti contestati. I legali del bidello hanno chiesto al giudice di essere ammessi al processo con il rito abbreviato (che prevede uno ‘sconto’ di pena in caso di condanna) ma condizionato a sentire il consulente psichiatrico della difesa. Una richiesta che solitamente apre la strada ad un’altra consulenza psichiatrica disposta solitamente d’ufficio dallo stesso giudice per verificare le condizioni di salute mentale dell’imputato. Invece il giudice ha ritenuto non necessario procedere nella via dell’indagine psicologica e ha rinviato a giudizio il bidello dopo che la difesa ha ritirato la richiesta di abbreviato. Secondo l’accusa il bidello si appostava all’ingresso dei bagni della scuola per assicurarsi che nessuno sopraggiungesse dal corridoio e poi palpeggiava le bambine. Molestie poi riferite alla maestra da una delle vittime, facendo scattare le denunce.

di Stefania Totaro

Fonte Il Giorno