Venezia, il mistero di Paola e Rosaria. Svolta a vent’anni dalla scomparsa

 Rosaria Molin (a sinistra) e Paola Costantini

Rosaria Molin (a sinistra) e Paola Costantini

Venezia, 19 gennaio 2014 – Si potrebbe risolvere un mistero che dura da oltre 20 anni. Gli inquirenti stanno cercando nell’ex campeggio militare di Cavallino Treporti (Venezia) i corpi di Paola Costantini e Rosalia Molin, le due donne scomparse dall’isola Burano, nel Veneziano, nel 1991. Lo riferisce la redazione di «Chi l’ha Visto?» il programma di Rai3, secondo la quale il luogo sarebbe stato indicato da una fonte agli inquirenti.

VIOLENZA – Le due donne rispettivamente zia (la Costantini) e nipote (la Molin), secondo questa fonte, sarebbero state uccise dopo un tentativo di violenza sessuale, poi i loro corpi sarebbero stati interrati. Si starebbe cercando con strumenti sofisticati si sta cercando di capire, se sia proprio questo il luogo dove sono state sotterrate le due donne di Burano, scomparse il 27 ottobre 1991. I familiari hanno sempre sostenuto che non sarebbero mai andate via volontariamente. I presunti assassini, indicati dalla fonte agli inquirenti – sempre secondo la redazione di «Chi l’ha visto?» sarebbero stati conoscenti delle due ragazze.

LA VICENDA – Come spiega «Chi l’ha visto» nel suo sito: «Il 27 ottobre 1991 Paola Costantini e sua nipote Rosalia Molin decidono di accompagnare al lavoro Nicola, il fratello di Rosalia. I tre prendono il traghetto da Burano e sbarcano a Treporti, dove avrebbero dovuto proseguire il viaggio con la 126 di Rosalia. Ma la vettura inizia a sbandare: a una ruota mancano tre bulloni, come se qualcuno l’avesse sabotata. A questo punto incontrano l’ex fidanzato di Rosalia, Nicola Alessandro, di cui in seguito si sarebbe sospettato per la scomparsa delle due donne. Il giovane, prima accompagna Nicola al lavoro e dopo poco torna indietro con gli attrezzi per riparare la ruota. Ma delle due donne non c’è più traccia. Circa 7 mesi dopo viene trovato in mare il portafoglio di Paola, finito casualmente nella rete da un pescatore».
Fonte Corriere della Sera