Muore in scooter a 18 anni, donati gli organi. La madre su fb: “Sola con le tue canzoni”

michael narducciMichael Narducci è finito in motorino contro un camion, inutili le cure prima a Chieti e Pescara. I genitori autorizzano l’espianto. E la madre esprime tutto il suo dolore con un post facebook

Pescara, 21 gennaio 2014 – Due notti e un giorno. Tanto ha combattuto Michael Narducci, 18 anni, prima di andarsene per sempre. Sabato sera, poco dopo le 21.30, è rimasto coinvolto in un terribile incidente stradale ad Alanno. Le sue condizioni sono apparse disperate sin dal primo momento e ierialle 14 è stata dichiarata la morte cerebrale. Subito i genitori, Enzo e Marina, hanno dato il consenso alla donazione degli organi del loro unico figlio, con l’obiettivo di regalare ad altri una speranza di vita. Speranza che non hanno più i genitori di Michael che affidano a Facebook il dolore e il ricordo del loro ragazzo. In particolare la madre ha inviato un commento al centro tramite il social network: “mai avrei immaginato il nome di mio figlio su questo giornale se non per essere diverntato famoso come lui voleva per le sue canzoni il suo rap la sua vita”.
Ieri sera in ospedale ha preso il via la procedura di osservazione, prevista dalla legge, che si è conclusa alle 20, procedura a cui sono seguiti gli accertamenti richiesti dal pm ed eseguito dal medico legale. Solo allora il pm Silvia Santoro ha concesso il nulla osta che ha consentito all’ospedale pescarese di andare incontro alla volontà dei famigliari del ragazzo facendo partire tutta la procedura per l’espianto.
Lo schianto in cui è rimasto coinvolto il giovane di Alanno, studente di Informatica all’Itis “Luigi di Savoia” di Chieti, è avvenuto in località Ticchione, in via San Cassiano, a circa un chilometro da casa sua. Michael, che viveva in contrada Sant’Emidio, quasi al confine con Scafa, era appena uscito di casa dopo aver mangiato una pizza con la madre e stava per raggiungere gli amici.
Era alla guida di un motorino, un Nrg 50, che si è scontrato con un autocarro condotto da un operaio algerino di 24 anni di Scafa. Girando a sinistra, in direzione del casello autostradale, l’autocarro non avrebbe dato la precedenza al motorino che arrivava in direzione opposta, prendendolo in pieno.
Questa è una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Penne, coordinati dal capitano Massimiliano Di Pietro, che si sono occupati dei rilievi anche fotografici, e stanno lavorando per definire con precisione dinamica e cause dell’accaduto. Inizialmente l’algerino è stato sanzionato per omessa precedenza e si è visto ritirare la patente ma con la morte del giovane la sua posizione si è aggravata e rischia l’incriminazione per omicidio colposo.
Nell’urto Michael, che indossava il casco, è rimasto gravemente ferito ed è finito in ospedale, prima a Chieti e poi a Pescara, nel reparto di Rianimazione. Ha riportato delle fratture, un versamento al polmone e un trauma cranico ritenuto dai medici subito preoccupante tanto da rendere necessario un intervento chirurgico. Ma ieri mattina le speranze dei genitori, dei parenti e dei tanti amici del giovane accorsi in ospedale per sostenere la famiglia, si sono infrante di fronte alla notizia della morte cerebrale.
Il «campione», come lo chiamano su Facebook, non ce l’ha fatta. Durante quelle interminabili ore di attesa, da sabato sera fino a ieri mattina la madre, Marina, ha desiderato con tutta se stessa che Michael si riprendesse e ha chiesto agli amici del figlio di raggiungere l’ospedale, tutti con lei, per vedere Miky. «Dovete parlargli come fate sempre», ha detto, «dobbiamo farlo svegliare. La mia vita è appesa alla sua. Insieme dobbiamo chiamarlo forte. Vi ama tutti, lo sapete»”, così dice un suo post ancora impresso sulla bacheca di Facebook del 18enne. Davanti a quel letto di ospedale non si è dato pace neppure il padre di Michael, Enzo, operatore ecologico. «Non mi abbandonare, sei il pilastro portante della vita mia», ha scritto sul social network come se il figlio lo stesse ascoltando. E ancora: «Dio ha fatto la sua scelta, ha voluto il mio campione, non è giusto però». Tanti i messaggi di cordoglio, molte le parole di affetto per questo giovane che se n’è andato via troppo presto. Per tutti lo ricorda l’ex sindaco Enisio Tocco, che lo incrociava spesso ad Alanno Scalo e sempre riceveva il suo educatissimo saluto. «Lo vedevo con gli amici al bar, era un leader tra loro: sveglio, intelligente, estroverso ma anche sensibile e attento».

Flavia Buccilli
Fonte: Il Centro

marina di zio michael narducci