”Non pagate il canone Rai, lo dice una sentenza”. La nuova bufala-web irrita l’Agenzia delle Entrate

monoscopio raiIn rete si diffonde la notizia di una finta decisione che renderebbe possibile evadere la tassa: il ministero precisa

Roma, 22 gennaio 2014 – Gennaio, si sa, è il mese dedicato al pagamento del canone Rai (fissato quest’anno a 113,50 euro). Una tassa , quella sul possesso degli apparecchi radiotelevisivi, che non è amata dagli italiani. Tanto che ogni anno si diffondono periodicamente in rete messaggi e false informazioni che invitano a non pagarlo. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello relativo ad una fantomatica sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 30 dicembre 2013 che avrebbe dichiarato illegittimo il canone televisivo . Peccato che la stessa Corte abbia poi precisato di non aver pubblicato nessuna sentenza di questo tipo.

IRRITAZIONE – L’ennesima bufala che provocava l’irritazione dell’Agenzia delle entrate che, in un comunicato testualmente ricordava che: «È falsa e destituita di ogni fondamento la notizia diffusa nei giorni scorsi sulla presunta decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo l’illegittimità della riscossione del Canone radiotelevisivo. Al contrario, la Corte Europea si è pronunciata con decisione 33/04 del 31 marzo 2009, affermandone la piena legittimità. Pertanto, tutti i possessori di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi radiotelevisivi sono tenuti al pagamento del Canone entro il 31 gennaio 2014. In caso di inottemperanza, saranno applicate le sanzioni previste dalla legge».

A CHI SI APPLICA – Occorre ricordare però che la normativa si applica solo al cosiddetto servizio di radiodiffusione, quindi non va applicata a qualsiasi altra tipologia di distribuzione audio/video (come web tv, web radio, Iptv). Secondo punto importante riguarda i criteri con cui vengono tassati o meno gli apparecchi. Le apparecchiature tassabili, sono quelle «atte a ricevere radioaudizioni nativamente» (non gli smartphone, Pc senza sintonizzatore tv, etc…).

POLEMICA – Da segnalare però che anche sull’importo del canone Rai si è aperta una polemica. Tra il cda Rai e il governo, rappresentato in questo caso dal ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. Zanonato infatti aveva bloccato con un provvedimento del dicembre scorso l’adeguamento del canone all’inflazione. Una scelta contestata dal consiglio di amministrazione della Rai che per bocca di uno dei consiglieri l’ex deputata del Pdl Luisa Todini sottolinea: «È doveroso valutare la possibilità di fare il ricorso al Tar contro il ministero dello Sviluppo economico».
Replica Zanonato: «Si tratta di notizie che non trovano riscontro – sottolinea il ministro -. E il perché lo spiega una lettera che ho qui sulla mia scrivania e che porta la data di lunedì 20 gennaio, firmata dal presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, a cui mi lega un rapporto di amicizia e cordialità». Una lettera che spiega che «il collegio sindacale della Rai rileva la necessità di “un ribilanciamento di risorse da attuare con azioni di forte recupero dell’evasione”. Nessuna richiesta di aumentare il canone, dunque. Niente di niente. Piuttosto l’esortazione a fare di più per recuperare le ingenti risorse perse con l’evasione. Un punto che tra l’altro mi trova ampiamente concorde». Dunque il canone resta fermo, ma si apre la caccia agli evasori perché, spiega Zanonato, «aumentare il canone dell’un per cento, circa un euro e mezzo in più, vorrebbe dire incassare 30-35 milioni. Ma l’evasione è arrivata a ben 450 milioni, il 25 per cento del totale incassato dalla Rai».

Fonte: Corriere della Sera