Professione, carabiniere finto: chiudeva un occhio per una mazzetta

berrettoFermo, 23 gennaio 2014 – Da Porto Sant’Elpidio a San Benedetto, la modalità era sempre la stessa: si spacciava per rappresentante delle forze dell’ordine, chiedeva soldi per chiudere subito la pratica fingendo clemenza, poi richiamava per far sborsare altri soldi. Emergono nuovi particolari sul caso del finto carabiniere, condannato dal gup di Fermo Sebastiano Lelio Amato a 2 anni ed 11 mesi di reclusione per estorsione ed altri reati. Il giovane, Sandro Pennesi, 31 anni, aveva trovato un astuto stratagemma per scucire soldi a ignari automobilisti, in genere neopatentati, più facili da ingannare.

Tutto risale all’estate del 2008, quando l’imputato, all’interno di un’area di servizio abitualmente frequentata da prostitute a Porto Sant’Elpidio, avvicina una vettura di passaggio con dei giovani a bordo e gli intima l’alt. Alcuni dei trasportati sono minorenni, lui ne approfitta e spiega che è vietato fermarsi a osservare le squillo o portare a bordo minori senza documenti. Minaccia di portare tutti in caserma, poi accetta di chiudere un occhio, ma si fa lasciare il numero di telefono del conducente, per poi richiamarlo il giorno dopo per farsi consegnare, sempre al distributore, 120 euro. Ma l’incubo per il ragazzo non è ancora finito, perché il giorno dopo il falso militare richiama, stavolta fingendosi comandante di una caserma, e richiede altri soldi. Il ragazzo racconta tutto al padre, che richiama Pennesi e chiede spiegazioni.

La truffa continua, perché l’imputato insiste sulla gravità delle infrazioni commesse e chiede altri soldi. All’incontro per la consegna del denaro, le vittime si presentano sotto gli occhi dei carabinieri, quelli veri, e per il falso carabiniere è la fine. Verrà fuori successivamente che un caso identico, la stessa estate, era capitato a un altro ragazzo, fermato lungo la provinciale Bonifica del Tronto. In quel caso, in auto viaggiavano ben 6 persone e la somma richiesta per “insabbiare” la pratica è stata ancora più salata. Centocinquanta euro subito, altri 550 il giorno successivo alla seconda richiesta.

Vista la facilità con cui l’uomo riusciva a ingannare le sue prede ed a farsi consegnare soldi contanti, magari il suo escamotage sarebbe andato avanti ancora a lungo, senza la denuncia del giovane fermato a Porto Sant’Elpidio.

Per il condannato, ventiseienne all’epoca della bravata, il Gup ha ritenuto ci fossero gli elementi per decretare la colpevolezza per i reati di estorsione, minacce, sostituzione di persona, ed anche falsità materiale in atti pubblici; aveva anche utilizzato autentici verbali di contravvenzione, sostituendo i nomi degli originali con quelli delle persone truffate.
Fonte Il Mattino