Sequestrato e seviziato riesce a liberarsi: due nigeriani in manette

Foto: archivio
Foto: archivio

Caserta, 23 gennaio 2014 – E’ riuscito a scappare alle grinfie dei suoi carcerieri e li ha denunciati. Così è finito l’incubo di K.S., un cittadino indiano a Castelvolturno. Gli agenti della Squadra investigativa e dell’ufficio volanti del commissariato di Castelvolturno, diretto dal vicequestore Carmela D’amore, in collaborazione con agenti del Posto Fisso Operativo di Casapesenna, diretto da Alessandro Tocco, hanno arrestato in flagranza di reato Nelson Majemite, nigeriano di 33 anni e il suo connazionale Patrik Bivins, 33enne.

Entrambi sono pluripregiudicati per spaccio di stupefacenti e per sequestro di persona a scopo sessuale. Ora sono accusati anche di sequestro di persona a scopo di estorsione, violenza e minaccia, anche a mano armata.

L’indiano è stato trovato sotto choc dai poliziotti a cui ha raccontato la sua storia fatta di tossicodipendenza, di droga presa spesso anche “a credito” dai propri spacciatori. Ha subito riferito di essere scappato da un’abitazione dove era stato tenuto sotto sequestro per ore immobilizzato ed imbavagliato. Raggiunta immediatamente quell’abitazione grazie alle indicazioni del giovane, gli agenti bloccavano uno dei due sequestratori che, alla vista della pattuglia, cercava di darsi alla fuga.

La causa del sequestro erano i debiti accumulati con i suoi aguzzini. Nella giornata di ieri, per l’ennesima volta, K.S. aveva tentato di prendere alcune bustine di droga dal solito spacciatore nigeriano senza pagarlo. Stavolta i due aguzzini però lo hanno caricato in una macchina e lo hanno portato in un’abitazione nei pressi di via Marotta, dove dopo averlo immobilizzato e imbavagliato, lo picchiavano duramente e lo minacciavano anche con delle pistole, che uno dei due sequestratori aveva estratto da una cassaforte a muro. Il tutto allo scopo di ottenere dalla vittima il pagamento dei debiti maturati per i precedenti acquisti di droga. Per terrorizzarlo ancor di più, l’uomo indicato come Nelson arrivava anche a minacciare di uccidere la fidanzata della vittima.

Dopo poco, Nelson si avviava verso la stazione di Villa Literno dove rintracciava e faceva salire sulla propria auto T.F., compagna del giovane indiano, per poi dirigersi presso un’altra abitazione di Casal di Principe, dove successivamente veniva intercettato grazie all’intervento dagli agenti del Posto Fisso Operativo di Casapesenna.

Sequestrate anche le due pistole utilizzate per le minacce, armi in perfetto stato d’uso: una pistola modello Magnum calibro 357 armata con 4 cartucce; una Beretta 7.65 armata di caricatore e vari documenti d’identità e di soggiorno di presunta provenienza illecita.

Fonte: Il Messaggero