Fidanzatini morti, il papà di Melissa: «Marcos ubriaco? Non importa»

Marcos Simoes e Melissa Rossanese
Marcos Simoes e Melissa Rossanese

Treviso, 24 gennaio 2014 – «Mai avrei pensato di dover sapere dai giornali che Marcos era ubriaco. Mi era stato garantito che dopo le indagini saremmo stati i primi ad essere informati».

È ancora frastornato Franco Rossanese, il papà di Melissa, la 23enne di Caerano rimasta uccisa la notte della vigilia di Natale in un tremendo incidente a Treviso, insieme al fidanzato brasiliano.

Ieri a mente fredda ha cercato di dare una spiegazione logica su quanto è accaduto. «Oggi è quasi un mese che Melissa non è più con noi, con sua mamma Lucia e il fratello Christian. Marcos era ubriaco? Poco cambia. Nessuno potrà restituirci Melissa. Ogni giorno che passa ci rendiamo conto di quanto ci manca. Con noi aveva un rapporto bellissimo, unico. Era la più attiva ed esuberante della famiglia, e con il suo modo di fare, la sua semplicità, la sua bontà era riuscita a farsi ben volere da tutti. Ci è stata tolta improvvisamente, bruscamente direi e in tutti noi ha lasciato un vuoto enorme. A parte l’amarezza che tutti stiamo vivendo, una cosa è certa: Melissa non potrà più ritornare con noi. Questo mese è stato difficile da vivere, in casa tutto ci parla di lei, la mamma Lucia non riesce a darsi pace ed ancora non è riuscita a ritornare al lavoro. Viviamo alla giornata nel suo ricordo sempre sperando che possa ritornare a casa».

Poi Franco Rossanese torna sull’incidente: «A questo punto vorrei sapere con chiarezza cosa è successo quella notte, la dinamica esatta. Credo sia nel mio diritto. Sono morti due giovani che avevano dei traguardi da raggiungere. Che Marcos fosse ubriaco poco conta e sicuramente non mi rivolgerò ad avvocati per chiedere risarcimenti o quant’altro. Siamo genitori che abbiamo perso i nostri figli. Ho attivato mio fratello perchè acquisisca tutta la documentazione necessaria che chiarisca una volta per sempre cosa sia successo quella notte. Resta il grande dolore, ma chiediamo certezze».
Fonte Il Gazzettino