Strage Caselle, fermata anche l’ex colf: “Era in casa durante la strage”

strage caselle1La svolta dopo il racconto del compagno Giorgio Palmieri ai magistrati

Torino, 25 gennaio 2014 – I carabinieri hanno fermato nella notte Dorotea De Pippo, l’ex colf della famiglia Allione che venne massacrata a coltellate all’inizio di gennaio. Il suo coinvolgimento sarebbe stato raccontato dal compagno Giorgio Palmieri durante un interrogatorio con i magistrati. Secondo quanto si apprende la donna sarebbe direttamente coinvolta nell’omicidio. Per l’accusa «era in casa durante la strage».

L’8 gennaio, lo stesso Palmieri l’aveva scagionata. È in quella data che i carabinieri avevano fermato il presunto assassino di Claudio Allione, della moglie, Maria Angela Greggio, e della suocera, Emilia Campo Dall’Orto. Giorgio Palmieri, pregiudicato torinese di 56 anni, convivente della ex domestica della famiglia licenziata perché accusata di aver rubato una collanina, aveva confessato, e aveva scagionato Dorotea: «Sono stato io, ho agito da solo», aveva detto. «Voglio innanzitutto dire che ho fatto tutto da solo e non ci sono altre persone coinvolte in questa storia». Ed ecco come proseguiva la deposizione: «Verso le ore 1915-19,30 dello scorso venerdì – racconta nella deposizione – mi sono recato presso l’abitazione della famiglia Allione con l’intenzione di rubare o commettere una rapina. La signora Greggio circa un anno fa mi aveva prestato 500 euro, io stavo vivendo un momento di difficoltà economica rilevante, ho subìto uno sfratto esecutivo circa un anno fa… Ho pensato di recarmi presso l’abitazione Allione per prendere il denaro e allo scopo ho ritenuto di utilizzare una scusa per entrare in casa, la restituzione del debito».

L’ammissione di Palmieri proseguiva con i dettagli della tentata rapina finita in triplice omicidio: «La signora Greggio, dopo aver chiuso i cani, venne ad aprirmi e mi fece entrare in casa». Palmieri ricorda la presenza anche del marito. «La signora mi accompagnò al primo piano e con il marito ci soffermammo nella cucina. Per prendere tempo chiesi alla signora di offrirmi un caffè: me lo preparò e me lo servì in una tazzina… Mentre bevevo il caffè dissi alla signora che non potevo restituirle i 500 euro, la signora mi rispose che avremmo potuto parlarne dopo le feste e notai che guardò con un senso di fastidio il marito, come per dire: «Ma questo che è venuto fare ?».

Ancora il racconto di Palmieri: «Per prendere tempo chiesi ai coniugi di poter utilizzare il bagno». L’uomo entra in bagno, ma non utilizza nessuno dei sanitari, «tanto che – prosegue il racconto – Allione mi domandò “Ma non lo usi il bagno?”. È il momento più drammatico: «A sentire queste parole non so cosa mi prese, con un tagliacarte che avevo portato con me dissi ad Allione di darmi i soldi, e preso da un colpo d’ira sferrai dei colpi. In particolare lo colpii con il tagliacarte, una prima volta, dall’alto in basso nella schiena sotto la scapola, poi gli diedi ulteriori due colpi sempre con il medesimo tagliacarte sul torace. Allione cadde a terra e mi guardava. Ricordo che di lì a poco arrivò la signora Greggio che stava per gridare, io l’ho presa per lo scialle: Dammi tutto quello che hai in casa”. La donna mi rispose che non aveva nulla e quindi io la colpi con una coltellata dall’alto in basso sulla schiena e due di diritto sul torace.

Gianni Giacomino
Fonte: La Stampa