Caso Marò, Bonino: “Problema è legge La Russa su presenza militari a bordo”

marò5Le critiche del ministro degli Esteri sulla normativa italiana in materia. Delegazione parlamentare a New Delhi per incontrare i fucilieri italiani. Latorre: “Soffriamo con dignità”

Roma, 27 gennaio 2014 – Sulla vicenda marò “il problema è anche la legge La Russa, che prevede presenza di militari a bordo senza definire linee di comando”. E’ un attacco diretto all’ex ministro delle Difesa, Ignazio La Russa, quello del ministro degli Esteri, Emma Bonino. “Mi riferisco alla legge La Russa, al decreto missioni. Fu proprio quel decreto che prevedeva inopinatamente militari su navi civili senza stabilire per bene le linee di comando. Alcuni tra coloro che oggi si agitano tanto sono all’origine del ‘caso marò’. Tutto questo sarà utile rivederlo a conclusione positiva della vicenda”, dice il ministro, intervistata da ‘Mattino 24′. Nel giorno della visita di una delegazione parlamentare a New Delhi per incontrare i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, la responsabile della Farnesina respinge le critiche di chi accusa il governo di debolezza: “So quello che abbiamo fatto una volta che i due militari sono stati rimandati in India, decisione presa peraltro da un altro governo. Non solo abbiamo perseguito tutte le strade possibili, ma abbiamo coinvolto l’intera Europa che ha cominciato a seguire il ‘caso’”. “La nostra – conclude – è una linea molto coordinata, senza slabbrature e solida anche da un punto di vista giuridico”. La scelta è quella “non degli urli, e con una posizione giuridica solida”.

L’attacco. Critiche quelle alla legge La Russa che non piacciono a Guido Crosetto, Coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia: “La Bonino, nell’ansia di allontanare le sue tristi responsabilità sull’attuale sorte dei due fucilieri, non dice una parola su chi li rimandò nelle fauci del sistema indiano che prevede la pena di morte e soprattutto fa finta di ignorare che il decreto legge in questione fu a lungo bloccato dalle perplessità dell’allora ministro La Russa e sulla scorta di un disegno di legge bipartisan fu poi presentato dal governo e convertito in legge dal Parlamento da tutte le forze politiche a maggioranza quasi assoluta”.

Parole quelle del ministro che coincidono con la visita di una delegazione parlamentare a New Delhi per incontrare i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. “Siamo soldati, soldati italiani, dobbiamo soffrire con dignità. Ci auguriamo di tornare con onore”, ha detto Latorre, incontrando i parlamentari. In seguito, insieme al collega Girone, ha raccontato come i due trascorrono le giornate nella capitale indiana: “Al mattino si lavora, poi sentiamo le nostre famiglie. Nel tardo pomeriggio facciamo ginnastica”, perchè l’allenamento “è importante per il fisico e lo spirito. Vogliamo tornare al nostro reparto a fare il nostro lavoro”.

La visita. “Siamo in Ambasciata con i due nostri marò. Massimiliano Latorre ci ha appena detto che è emozionato per la presenza della delegazione parlamentare a New Delhi. È un brutto momento per lui, ma la nostra presenza qui, oggi, gli dà grande forza per andare avanti. Sono anch’io molto commosso”, ha scritto su Facebook Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Esteri della Camera. Passeggiando nel giardino della sede diplomatica italiana a New Delhi, accompagnato dall’ambasciatore Daniele Mancini, il fuciliere Latorre ha per la prima volta aperto le porte del suo appartamento al presidente della Commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini.

Solo qualche giorno fa la Corte Suprema indiana ha chiesto al governo di trovare una soluzione entro due settimane allo stallo che sta ritardando il processo ai due marò. La prossima udienza si terrà il 3 febbraio.

Fonte: La Repubblica