”So che fai la prostituta, dammi 100 euro”. Arrestato per estorsione

carabinieri25Perugia, 27 gennaio 2014 – «Se vuoi continuare a fare la prostituta, devi darmi 100 euro», la minaccia suonava così, scritta in un biglietto infilato tra i battenti della porta.
La vittima nei giorni scorsi ha sporto denuncia presso i carabinieri, spiegando di essere il bersaglio di una tentata estorsione.

Il racconto suonava così: un ignoto mittente le aveva infilato tra i battenti della porta d’ingresso della sua abitazione, in due differenti giorni, due biglietti scritti a mano. Le intimava di pagare la somma di 100 euro per poter continuare “il mestiere più antico del mondo”. Nel primo biglietto erano spiegate anche le modalità di riscossione del denaro. Le banconote dovevano essere messe all’interno di una busta da riporre fra i battenti della porta d’ingresso.

Quindi le minacce: «Ho il tuo numero di targa….ti ho seguito e conosco io tuoi spostamenti…fai quello che devi fare e tutto andrà per il meglio». Nel secondo biglietto invece tornava a minacciare la donna e a sollecitare il pagamento. Spaventata e intimorita, la donna ha deciso di rivolgersi ai carabinieri di Gubbio. Ad operare sono stati i militari del nucleo operativo che hanno predisposto diversi controlli per tentare di identificare chi aveva scritto quei messaggi.

Così è scattata la trappola, la donna si è fidata ed ha messo i soldi dove richiesto, seguendo le indicazioni fornite dai carabinieri. I militari hanno notato un uomo prendere la busta all’interno della quale erano stati messi i soldi richiesti, lo hanno seguito ed arrestato dopo pochi istanti. Si tratta di un 32enne eugubino incensurato che dopo essere stato fermato ha subito ammesso la propria colpa e si è giustificato dicendo che si trovava in precarie condizioni economiche. E’ stato denunciato per tentata estorsione. L’uomo è stato trovato anche in possesso di un coltello a serramanico – sequestrato – che teneva nascosto nel vano portaoggetti del cruscotto. Ora è rinchiuso nel carcere di capanne.

Fonte: Il Messaggero