Ciclone Cleopatra: anziana inferma uccisa dalla piena, indagata la badante

anna ragneddaLa giovane assisteva un’84enne disabile, la sua difesa davanti al pm: “Ho chiesto aiuto tante volte, sono scappata quando avevo l’acqua ormai alla gola”

Olbia, 28 gennaio 2014 – Ylenia R. 28 anni, la badante romena che assisteva l’ottandaquatrenne Anna Ragnedda, una delle donne morte nell’alluvione del novembre 2013 di Olbia, è stata interrogata dal procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi. La ragazza è indagata per omicidio colposo e abbandono di inferma: venerdì scorso ha spiegato al magistrato, alla presenza del suo legale, l’avvocato Rosa Cocco, cosa è accaduto in quelle drammatiche ore del 18 novembre.
Anna Ragnedda, 84 anni, era allettata e si spostava dentro casa, al pianterreno, soltanto con la sedia a rotelle. Quando il ciclone Cleopatra ha oscurato il cielo di Olbia, dopo 24 ore di pioggia ininterrotta, Ylenia ha chiamato al cellulare una delle figlie della donna. La quale, giunta nell’abitazione, ha detto alla badante che era il caso di segnalare la situazione di pericolo alla Protezione Civile, considerato il fatto che nell’appartamento l’acqua era già arrivata al ginocchio. Poi l’acqua troppo rapidamente ha continuato a salire, la badante ha gridato a lungo, e quando l’acqua le è arrivata alla gola ha abbandonato la casa.
Le figlie della donna hanno chiesto disperatamente che si facesse luce sul perché nessuno avesse soccorso la loro madre, ma la Procura di Tempio nel frattempo aveva condotto le indagini identificando quanti, quel tragico 18 novembre del 2013, si trovavano in via Lazio.
Le indagini sull’alluvione di Olbia proseguono anche per accertare le cause del mancato soccorso di Francesco Mazzoccu, 37 anni, e del figlioletto Enrico di tre, travolti dalla piena nel viottolo di campagne che porta da Raica, all’estrema periferia di Olbia, verso Putzolu. Anche questo caso, seguito da procuratore capo Domenico Fiordalisi, è alle battute finali e si sta vagliando la posizione di un dipendente Anas che era in servizio sulla strada statale 127.

Giampiero Cocco
Fonte: La Nuova Sardegna